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Quarto: onora padrino e mammona?

 

Ci fu il tempo dei parlamentari grillini che, invece d’infiltrarsi -movimentare lussuosamente come da pretesa 5 stelle- nel sistema italico  da sempre  in odor di mafia, spiavano dalla finestra giusto appagati dall’uno vale uno somministrato perentoriamente dal sacro binomio grillo-casaleggio costituente. Durò quasi due anni. Quando recepirono che i loro elettori, autentici non solo smanettoni blog, li abbandonarono perché la promessa diversità si rivelò  diversamente succube, il sacro binomio capì che era giunto il tempo di riparare dietro le quinte e mandare in scena, soprattutto televisiva,  parlamentari uno e trino. E siamo all’oggi. Dalla finestra si sono spostati sul balcone. Sono più visibili, più plausibili e naturalmente più attaccabili: sono come tutti gli altri.

Infilare un sindaco/governatore/capo di governo del proprio partito son buoni tutti. Vince chi sa infilarlo meglio (ove per meglio ha da intendersi chi acchiappa maggior indice di ascolto/visibilità). Altra storia è l’infiltrazione in un sistema, qualunque esso sia. Non esiste l’impenetrabile (Gödel insegna, ma non scomodiamolo per così poco!). La signora sindaco di Quarto, oggi di scena televisiva, è stata messa lì come tutti i “messi lì” d’ordinaria amministrazione.

Movimentare significa  animare, dislocare, penetrare, superare filtri. Più il sistema è radicato e più è impossibile penetrarlo da soli. La signora sindaco di Quarto appartenente al Movimento 5 stelle invece stava e sta da sola.

I  “suoi” sono mai entrati nella voragine della sua elezione a sindaco di Quarto. Si sono limitati a  uscir a riveder le (loro) stelle, invece di accompagnarla prima e durante. E’ dimostrato dal fatto che il trio M5S era all’oscuro di tutto. Stop

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