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Colonia: la facile scorciatoia del razzismo

 

di Gianna Urizio (giornalista, già presidente della Federazione delle donne evangeliche in Italia, impegnata al Centro antiviolenza “Donna LISA” di Roma)

Non si può certamente ignorare la gravità degli episodi di Capodanno a Colonia, ma non si può neanche imputarli semplicisticamente alla cultura “machista” musulmana, perché in Germania, come da noi, un terzo delle donne nella loro vita hanno subito molestie o violenze sessuali.

È utile talvolta avere la possibilità della distanza per riflettere su eventi che i media ci hanno presentato in modo convulso. È il caso degli eventi di Colonia e lo sciame mediatico che ha suscitato, che di fatto ha intrecciato tutti i problemi politici e sociali che attraversano l’Europa con le molestie sessuali, i furti e la violenza che hanno subito le donne la notte di Capodanno. Sicuramente il flusso immigratorio del 2015, cresciuto al di là di ogni previsione, ha posto e sta ponendo dei problemi oggettivi di accoglienza e quindi non può sorprendere che i media abbiano creato un vero e proprio cortocircuito tra immigrazione, violenze e scontro di civiltà.

Anche se la giusta distanza aiuta, non è ugualmente facile districare i molti temi che gli eventi di Colonia hanno risvegliato soprattutto in un periodo segnato da una crisi economica, non ancora risolta, che sta cambiando radicalmente la qualità di vita di milioni di suoi cittadini.

Il razzismo allora può essere una facile scorciatoia, soprattutto se è condito con l’ideologia dello scontro di civiltà. Su questi temi si sono concentrati i media, si sono infiammati gli animi, si sono riempite le piazze, provocando pericolose derive politiche.

Ma allo “sturm und drang” dei primi giorni si è sostituita una riflessione più attenta che ha riconsiderato sia i fatti in sé, nella loro dimensione e uso strumentale, sia i temi sociali e politici che l’Europa deve affrontare in un mondo globalizzato. Allora c’è un elemento da considerare. Noi abbiamo oggi un mondo attraversato da troppi conflitti; abbiamo una globalizzazione feroce che ha creato dall’oggi all’indomani milioni di persone che si sono ritrovate senza patria, mezzi di sussistenza, casa e sicurezza.

Europa, globalizzazione e conflitti

In particolare il Medio Oriente è da anni sconquassato da guerre che rende inermi milioni di persone che non sanno più dove rifugiarsi, con i campi profughi nei paesi vicini già sovraffollati. Così vediamo solo i flussi migratori e ci dimentichiamo che l’Europa non è poi estranea a questi conflitti, anzi: è stata spesso protagonista attiva di diversi disastri che stanno provocando proprio questi flussi migratori.

Paura e insicurezze e strumentalizzazioni politiche fanno cancellare non solo questi fatti ma anche i dati sulla violenza di genere presenti in Germania come in tutti gli altri paesi europei. Diventa così facile imputare agli “altri” e alle loro culture le violenze subite dalle donne a Colonia la notte di Capodanno, leggerle come frutto di una cultura machista, musulmana, in definitiva come uno scontro di civiltà.

nessun silenzio delle donne

Eppure, a quanto scrive Der Spiegel (riportato dalla rivista Internazionale), un “certo numero” di molestie sessuali e anche stupri avvengono “normalmente” nelle grandi feste, in numeri più o meno simili: a Capodanno, a carnevale e all’Oktoberfest. “Normalmente”? Uomini o gruppi di uomini che si danno coraggio molestano le donne. Fa parte della festa. Fa parte della festa? Ma allora dove sta la novità? La novità è che questa volta gli uomini erano sostanzialmente “immigrati”. Da qui il cortocircuito.

C’è una bella vignetta di Vauro del 2009: una donna tutta lacera e contusa davanti a un commissario che le chiede: «Albanese, romeno, marocchino?». Lei risponde: «Maschio!» C’è chi preferisce che sia un immigrato, perché porta la violenza di genere fuori dalle “nostre” società e la imputa all’“altro”, il nemico. Ma così è troppo semplice, in Germania, come da noi, un terzo delle donne nella loro vita hanno subito molestie o violenze sessuali. Troppe per essere solo vittime degli immigrati.

Un’ultima cosa. Qualcuno ha parlato del silenzio delle donne di fronte ai gravi fatti di Colonia. Non è vero che le donne non si siano espresse (vedi la rassegna in www.ingenere.it e il sito www.zeroviolenzadonne.it, con l’editoriale di Monica Pepe), semmai sono state poco riprese dai giornali che hanno preferito chiedere le opinioni a esperti.

Così ad esempio non sta circolando la notizia che le donne in Germania propongono di aprire loro il carnevale, il 4 febbraio, manifestando in piazza contro tutte le molestie. Perché, per riprendere una frase del comunicato della Federazione delle donne evangeliche in Italia: «Come donne consideriamo preziosa la nostra libertà e vogliamo che i nostri figli e figlie crescano in un mondo dove sono tenuti in alta considerazione valori come la libertà, la giustizia sociale e la solidarietà verso chi ne ha diritto».

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