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Ciudadanos e il populismo spagnolo

 

In un libro che ho pubblicato esattamente un anno fa e che si intitola Populismo. Un carattere originale nella storia d’Italia  (Lit edizioni) proponevo del fenomeno, dopo aver citato tutte le altre che avevo trovato, una definizione semplice e immediata: “Il populismo è inteso come capacità di coinvolgere le masse degli umani, dicendo loro esattamente  quello che vogliono sentirsi dire e non dovendo attuare un programma preciso o dettato da una ideologia pregressa, dispone-per così dire-della flessibilità necessaria per andare di volta in volta incontro alle esigenze e ai desideri del suo popolo.”

Ma, in questo momento, mentre sono state appena archiviate le elezioni regionali in Francia con la vittoria di Marine e Marion Le Pen ci si prepara il 20 dicembre prossimo alle elezioni politiche in Spagna che sono fissate per il 20 dicembre prossimo e a leggere i quotidiani spagnoli che ne parlano con abbondanza di particolari o ad ascoltare i telegiornali europei a cominciare da quelli iberici o ancora a consultare i molti sondaggi che si sono fatti nelle ultime settimane ci si trova di fronte a un panorama non molto diverso da quello degli altri Paesi del vecchio continente, includendo alla fine tra gli altri  anche il nostro  Paese che è chiamato, tra sei mesi, a votare dopo cinque anni  per arrivare al rinnovo  dei prossimi consigli comunali e regionali. Gli ultimi sondaggi descrivono il partito Podemos guidato da Pablo Iglesias come un partito ora in difficoltà che si collocherebbe nelle prossime elezioni al quarto posto con il 15,7/ % dei voti e 45-49 seggi in parlamento con un calo di consenso che perderebbe molti voti di quegli elettori spagnoli che finora avevano trovato nel partito di Iglesias l’unica via per uscire dal vecchio bipartitismo popolari-socialisti (PP-PSOE) che domina da molto tempo la politica spagnola e ora guardano già con interesse allo slogan del “cambiamento sensato” di Albert Rivera alla guida del movimento Ciudadanos .

Il sorpasso di Podemos  è già avvenuto nell’ottobre scorso: il partito arancione, anticasta e pro-austerity ha ingranato la marcia e ha riportato oltre due punti di distacco in quel voto dal movimento viola di Iglesias.  Con toni populisti e posizioni sempre moderate, Albert Rivera, 36 anni,è oggi di fatto il politico più popolare e carismatico del Paese, e anche il più amato dalle donne secondo un sito informatico attendibile.  Un partito ruba voti a destra e a sinistra e nell’ultimo sondaggio conquista il terzo posto con il 19 %  63-66 deputati  a solo un punto e mezzo dal Partito socialista che con il 20,7% ottiene il peggior risultato nella storia del partito. Al primo posto ancora i popolari che tuttavia perderebbero la maggioranza assoluta precipitando dal 44,6% al 28,6% .Quello che ora è certo è che il 21 dicembre gli spagnoli avranno un governo a quattro invece della vecchia alternativa tra socialisti e popolari.  Ora la situazione è incerta. Podemos paga cara alcune scelte infelici come la vicinanza a Syriza greca, l’assenza di una posizione chiara a favore o contro l’indipendentismo alle elezioni catalane dello scorso 27 settembre, i lavori mai spiegati di Juan Carlos Monedero, ideologo e cofondatore del partito con la banca Alba, fondata a Caracas e, per l’appunto, lo stretto rapporto con il Venezuela chavista(o meglio ex chavista ) dati i risultati ultimi del sei dicembre scorso. Ciudadanos ringrazia e incassa, soffiando sempre sul pericoloso estremismo di Polemos. La fortuna del nuovo partito dipenderebbe, secondo la sinistra, da quello che ha voluto Ibex 35- il listino che comprende i 35 titoli che a maggiore capitalizzazione della Borsa spagnola-ha voluto per riequilibrare il sistema. E si può dire che Ciudadanos ha raccolto i frutti seminati da Iglesias cpn quel messaggio sul decadimento delle istituzioni. Il programma di Rivera non disdegna le privatizzazioni, difende le banche e  si schiera contro le tasse patrimoniali, è contrario alla legge sull’aborto, a quella sulla sanità, agli immigrati senza permesso di soggiorno. E come i popolari non ha nessuna intenzione di riaprire il discorso sulla memoria storica postfranchista. Ciudadanos potrebbe dopo le elezioni del 20 dicembre essere l’ago della bilancia tra i due partiti maggiori per la formazione del nuovo governo. Staremo a vedere come andranno le elezioni ma è probabile che il nuovo partito diventi decisivo per il futuro della Spagna.   

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