Riscaldamento terrestre: mai abbassare la guardia!

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Secondo un recente rapporto della Banca Mondiale pubblicato nei giorni scorsi, se non interviene il riscaldamento globale potrebbe causare un aumento di 100 milioni di persone che vivono in condizioni di estrema povertà entro il 2030. Apprendiamo dal portale d’informazione Afrik.com e come è descritto anche dal dice il documento pubblicato un mese fa dalla Conferenza di Parigi sul clima COP21: “Senza uno sviluppo clima-smart, il cambiamento climatico potrebbe spingere più di 100 milioni di persone in condizioni di povertà entro il 2030”. Di fatto, secondo il rapporto, l’impatto sarebbe particolarmente forte in Africa, dove il cambiamento climatico potrebbe portare all’impennata dei prezzi alimentari fino al 12% nel 2030. Sempre secondo la Banca Mondiale, infatti sarebbe un duro colpo per un regione in cui il consumo di cibo delle famiglie più povere rappresenta oltre il 60% delle loro spese.

Comunque questa grave situazione non colpisce soltanto il continente africano, altri territori come l’Asia del Sud sarebbero tra i più martoriati. Come anche l’India, dove la crisi agricola e la veloce proliferazione di malattie derivanti da alterazioni climatiche potrebbero spingere 45 milioni di persone nella povertà estrema, che vivranno con meno di 1,90 dollari giorno. In conclusione, sempre per la Banca Mondiale, soltanto un’azione internazionale immediata e costante, nel lungo termine, impegnata nel ridurre le emissioni globali di gas serra preserverà milioni di persone dalla povertà e a tal proposito l’istituto finanziario ha invitato i paesi ricchi per aiutare il Sud per finanziare misure di attenuazione dell’impatto del riscaldamento globale. Ci auspichiamo che questi propositi trovino ben presto la luce, perché questa è una delle grandi sfide che dobbiamo affrontare per il futuro prossimo dell’umanità


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