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Rai: servizio pubblico o Ministero Minculpop 2.0?

 

Entro la fine di novembre il SUDDITO PARLAMENTO ITALIANO dovrebbe approvare la Riforma della RAI in cui si appioppano i super poteri all’attuale DG/AD Campo dall’Orto. Ci auguriamo che con i super poteri, già garantiti dal SUPER STIPENDIO, arrivi anche il potere della parola. Si perché a parte le solite e retoriche frasi buone per giornali e commissioni di Vigilanza senza poteri non abbiamo ascoltato niente di memorabile, a cominciare dai saluti che nessuno ha sentito pronunciare al loro insediamento.

Ci rivolgiamo, con questa ENNESIMA e accorata letterina, al CDA, alla Presidente con il super stipendio Monica Maggioni e al futuro AD Antonio Campo dall’Orto, per capire cosa ne pensano della RIFORMA DEL CANONE RAI e se hanno intenzione di esporsi in qualche modo oppure di subire supinamente tutto quello che arriverà dal Governo Renzi che di fatto li ha posizionati alla guida della RAI DEI CITTADINI.
Gli illustri amministratori avranno sicuramente letto l’articolo 10 del ddl Stabilità che contiene le norme sul Canone e recupero evasione; si saranno resi conto che di evasione non si recupera proprio niente ma si stabilisce una cifra fissa da elargire alla RAI pari ad 1.739 milioni di euro fino al 2018. La RAI diventa una voce di spesa nel bilancio STATALE, il governo RENZI dunque trasforma la TV pubblica in TV di STATO e DI GOVERNO, un MINCULPOP 2.0, affidando ad essa un finanziamento fisso e non più dipendente dal Canone! Questo è chiaro agli amministratori RAI?

Vorremmo ricordare alla nuova guida della ANCORA PER POCO tv pubblica, che i vari Governi non hanno mai adeguato le maggiori spese sostenute da RAI per effettuare il servizio pubblico, fino a provocare un ammanco di 2,3 miliardi di euro accumulatisi dal 2005 al 2013, come si evince dall’estratto del bilancio 2014 di seguito pubblicato:

contabilità
Ci viene da pensare che se si riducono a cifra fissa le entrate di canone allora si dovranno rivedere anche gli obblighi di servizio pubblico fissati nel contratto in vigore e proposti in quello nuovo che giace asfittico in COMMISSIONE DI VIGILANZA.

Se non troviamo risorse pubbliche recuperando veramente l’evasione e compensando i crescenti costi per effettuare un buon servizio pubblico allora sarà naturale compensare con entrate commerciali derivanti da PUBBLICITA’ allineandoci quindi ancora di più alle TV private e svilendo il nostro ruolo di AZIENDA CULTURALE. Mettiamoci inoltre lo spreco di risorse pubbliche dovute ad appalti indiscriminati e costi esterni fuori controllo che si aggirano sempre nell’ordine del miliardo e trecento milioni di euro, tutto questo non ci fa ben sperare cari super AMMINISTRATORI, ne siete coscienti vero?

Converrete sicuramente con noi che il Canone, come sentenziato più volte dalla Corte Costituzionale, è una IMPOSTA DI SCOPO per cui tutto quello che arriva dai soldi dei cittadini, e non dal BILANCIO STATALE (ATTENZIONE!), è della CONCESSIONARIA DI SERVIZIO PUBBLICO, allora si comprende facilmente come già da adesso dovreste alzare TESTA E VOCE per impedire al Governo di far approvare l’art. 10 del ddl. Ne vale la bontà e l’indipendenza del Vostro operato che abbiamo la pretesa e la speranza sia teso alla tutela dell’interesse generale e del SERVIZIO PUBBLICO. Vi chiediamo di risponderci onestamente, sono cittadini e dipendenti che ve lo chiedono! Potete anche non salutarci, ma una risposta secca e decisa sul CANONE la dovete fornire, per trasparenza, per RISPETTO VERSO LA RAI e gli utenti, e per dare un alito di futuro alla RAI SERVIZIO PUBBLICO che ora purtroppo o per fortuna dipende da voi!

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