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‘Not in my name’: a Roma i musulmani “non si riconoscono nel terrorismo”

 

Le comunità islamiche d’Italia, musulmani e semplici cittadini, sono scesi in piazza contro il terrorismo. “Contro il fondamentalismo dobbiamo restare uniti. Noi siamo più forti”. Il presidente Mattarella: “La nostra risposta al terrore sta nella libertà”. Sant’Egidio: “Nessuna guerra è santa, solo la pace è santa”

ROMA – “Not in my name”. Lo hanno gridato forte oggi a Roma i musulmani d’Italia chiamati a raccolta dall’Ucoii (Unione delle comunità islamiche italiane). Marocchini, pakistani, senegalesi, turchi, ma anche italiani di fede islamica si sono riuniti in Piazza Santi Apostoli per manifestare contro le stragi di Parigi. Dopo un minuto di silenzio per le vittime uccise dai terroristi, ha preso la parola il segretario generale della Grande Moschea di Roma Abdellah Redouane: “Per noi Dio è amore e non morte. I musulmani non si riconoscono nel terrorismo. Queste persone vogliono impadronirsi della nostra quotidianità. Di fronte al terrorismo globale, noi musulmani dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Dobbiamo partecipare attivamente alla vita della nostra città e sanare le ferite della nostra periferia. Diciamo no al terrorismo e alla ghettizzazione degli islamici”.

Anche il presidente della Repubblica Mattarella ha voluto mandare un messaggio ai manifestanti: “Non possiamo accettare che la fede venga strumentalizzata. La nostra risposta al terrore sta nella libertà. Gli assassini vogliono piegarci facendoci rinunciare ai nostri valori. Non glielo permetteremo”. Sul palco è salito anche l’imam Abdullah Cozzolino: “Faremo la nostra parte al fianco delle istituzioni. Ma dobbiamo ammettere che siamo preoccupati per i toni che la stampa ha assunto nei nostri confronti. Non dobbiamo fare di tutta l’erba un fascio, noi non siamo terroristi”, ha affermato.

Presenti alla manifestazione anche diverse forze politiche, tra cui Casini e Cicchitto. Per Luigi Manconi, presidente della Commissione diritti umani al Senato: “L’unità è possibile, la nostra forza è questa: restare uniti. Non dobbiamo avere paura e credere nel futuro: i bambini stranieri nati qui sono la nostra risorsa”. L’ultimo intervento è stato quello di Khalid Choauki, deputato del Pd: “Occorre stringere una alleanza. Questa è la sfida comune di tutti noi musulmani. Noi non abbiamo paura e difendiamo insieme le istituzioni ebraiche, musulmani, laiche, cristiane. Siamo uniti per affermare che convivere insieme è possibile. Da questo palco vogliamo esprimere la nostra solidarietà alle famiglie delle vittime uccise a Parigi, in Mali, in Iraq. Abbiamo dimostrato in questa giornata storica che l’Italia della convivenza è molto più grande. La risposta ai terroristi è una piazza come questa”. (Maria Gabriella Lanza)

Da redattoresociale

 

 

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