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L’ebreo negazionista

 

Francesco, l’ombra del complotto, titola la Stampa. “Il Papa: falsità sulla mia salute”, Corriere della Sera. Prima un prete teologo che va in TV col fidanzato alla vigilia del Sinodo, poi un documento di cardinali dissidenti con qualche firma apocrifa e il testo in parte taroccato, ora “Quotidiano nazionale” che scopre un tumore nel cervello di Francesco. Il Vaticano smentisce. Massimo Franco scrive di “una trappola per delegittimare il Pontefice”. Tanti vorrebbero che morisse, lasciando la curia ai suoi fasti e il mondo senza un uomo che sa dire la verità.

Neganyahu, lo chiama Massimo Gramellini. Sì, un premier israeliano negazionista, per il quale Hitler “voleva solo cacciare gli Ebrei, a dargli l’idea bruciarli fu il Gran Mufti di Gerusalemme”, (Adriano Sofri, Repubblica). Il Mufti era nazista ma incontrò Hitler solo nel 1941, ad Olocausto avviato. La miglior risposta a questo “politico” disposto a strappare l’anima di Israele pur di consegnarla a una guerra di sterminio, è arrivata  dal portavoce di Angela Merkel: “furono i nazisti, i tedeschi di allora, i colpevoli dell’Olocausto: questo è quanto si insegna in ogni scuola ai bimbi e ai ragazzi tedeschi”. Elie Wiesel, lo ricorda in un’intervista a Repubblica.

Assad sulla strada di Mosca. Corriere della Sera. Putin si pone al centro dello scacchiere medio orientale, scrive Fabrizio Dragosei, rivendica il suo impegno contro l’Isis, rafforza le basi russe in Siria e propone ai paesi sunniti “una soluzione politica”, con Assad che lascia il potere per consegnarlo a una transizione democratica. Invece di stracciarsi le vesti per la centralità perduta, Stati Uniti ed Europa farebbero bene ad assicurarsi che “il macellaio” vada via e davvero, per non tornare, e che gli stati sunniti smettano di aderire e sabotare.

Spese pazze: via dal governo la Pd Barracciu, Repubblica. “De Magistris e Genchi assolti: nessun reato”, Il Fatto. Sono contento per il sindaco di Napoli e il suo consulente: non fecero abusi utilizzando i tabulati telefonici nell’inchiesta giudiziaria Why Not. Quanto alla Barracciu, seguiremo il processo. Ripeto solo che l’uso di pagare le spese a politici e dirigenti mi sembra un vero invito a delinquere. Per cosa è lecito usare quel denaro, o quella carta, e per cosa no? Penso che un sindaco, un direttore Rai, un deputato debbano essere pagati quanto un professionista del ceto medio-alto (non poco) ma che le loro spese, tranne rare eccezioni, debbano restare, appunto, loro.

Renzi in secondo piano. Ieri ha detto tante cose a Otto e mezzo, ma i giornali sembrano stanchi di cortili dietro. Sull’innalzamento del tetto per il contanti ha minacciato di mettere la fiducia, poi con la faccia del grullo “lo dico come Berlusconi: meno tasse per tutti”, infine ha ordinato agli enti locali di non aumentare per un anno i tributi (esclusi rifiuti e ticket sanitari) senza dirgli come faranno a finanziarsi.

Chi frena e che cosa? Il testo della legge di stabilità non sembra ancora arrivato al Quirinale. É il 22 ottobre, la riforma costituzionale è stata votata il 13, dunque il Senato avrebbe avuto il tempo di esaminare e votare la legge sulle Unioni Civili. Il governo non ha voluto, “prima la stabilità”, ma si è impantanato. Alla faccia dei “mostri” generati, secondo Napolitano, dal “bicameralismo”, è il non governo che genera mostri. Sulla finanziaria che verrà, il duo liberista Alesina e Giavazzi scrive di una “manovra con poca crescita”. É vero che il governo ha deciso di sforare dello 0,4% i parametri europei del rigore, ma se si guarda al saldo “tra tagli netti delle tasse per 2,4 miliardi e tagli netti di spesa per 4,6 miliardi” risulta “un contributo negativo alla domanda, pari a 2,2 miliardi, lo 0,1% del PIL. Cioè una finanziaria leggermente restrittiva”. La montagna ha partorito il topolino.

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