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Pensioni ancora nel mirino di Renzi. Flessibilità, ma chi l’ha detto, non c’è copertura. Le reazioni dei sindacati

 

Di Alessandro Cardulli

Renzi Matteo ne ha raccontate tante al pubblico di Cernobbio, imprenditori veri non tanti. In compenso non mancavano i dirigenti di aziende pubbliche beneficiati dal premier. Hanno ascoltato, hanno applaudito i successi che il premier vantava, trasformando il nostro paese in una specie di paradiso terrestre. Poi è arrivato il ministro Padoan, che fornisce i dati tecnici sui provvedimenti che Renzi annuncia, ma non è in grado di spiegare, perché di economia conosce poco.  Altri ministri ciarlieri che sanno ancora meno del segretario del Pd e presidente del Consiglio decantavano i successi del governo. La Boschi in particolare sprizzava gioia il giorno della manifestazione di chiusura della Festa dell’ Unità, che non  ha proprio niente da festeggiare visto che si tratta di una fotocopia dei twit renziani. Si sentivano i suoi gridolini “si vede con chiarezza  con chi sta il popolo del Pd”.  Parlare di popolo, sia pure del Pd, ci sembra un po’ esagerato, visto che  c’erano poche migliaia di persone, neppure cinquemila dicono fonti del festival, non i “gufi laureati” contro quali Renzi ha levato alte grida. Non solo sarebbe veramente un disfatta per quel partito se al comizio di chiusura della Festa, evento dei più importanti, non ci fossero un consensi e applausi. Ma tutto questo che c’entra con il fatto che  Repubblica fornendo, questa volta buona informazione, quando ci vuole ci vuole, ha reso noto che la flessibilità in uscita per le pensioni non si può fare, non entrerà nella legge di stabilità perché non c’è la copertura? Da Cernobbio, Renzi, Padoan, ministri, sottosegretari, accompagnatori, avevano delineato un paese dove ce n’era per tutti. “Venghino, venghino”, come gridavano una volta per farti entrare nei tendoni dei circhi. Premier e ministri imbonitori, ma per tutti non ce n’è. Infatti di tante cose, tanti annunci, tante promesse, hanno parlato, slide, grafici, immagini, un comizio tecnologico che ha deliziato giornalisti pronti ad incensare il capo. Senza avere il minimo dubbio, per esempio, sul fatto che in un comizio, dove si fa, del tutto legittimamente, propaganda, il presidente del Consiglio abbia usato immagini tremende, drammatiche, quelle di Aylan, il bambino morto, simbolo della tragedia dei migranti, per fare appunto propaganda. Una cosa indegna.

Non c’è copertura per le pensioni, ma c’è per non far pagare le tasse ai ricchi

Ancora una volta a pagare il prezzo di una crisi che si dice superata sono i pensionati, i pensionabili. La notizia diffusa da Repubblica non è stata sementita. Anzi addirittura da Palazzo Chigi si è fatto sapere che non se ne era mai parlato, che nessuno aveva fatto cenno alla possibilità di introdurre nella legge di stabilità la questione della flessibilità. Dice Renzi: “Si annuncia una cosa sulle pensioni quando si è sicuri di farla, spererei di farlo comunque nelle prossime settimane o nei prossimi mesi, io sono fiducioso su questo”. Ma proprio lui aveva fatto presente che era legittimo andare in pensione un po’ prima pagando qualcosa: “Dobbiamo trovare un meccanismo per cui chi vuole andare un po’ prima in pensione prendendo un po’ meno soldi possa andarci, ora dobbiamo vedere quanto prima e quanti soldi”. Ancora più netto il viceministro dell’Economia, Morando: “Nessuno aveva mai detto che ci sarebbe stato un intervento con la prossima legge di Stabilità. Si tratta di un problema che deve essere affrontato nei tempi giusti”. E spiega che le risorse servono per le tasse sulla casa. In parole povere, le tasse che avrebbero dovuto pagare i ricchi, coloro che hanno appartamenti, ville di lusso, le pagheranno coloro che dovrebbero andare in pensione. Eppure, lo sa bene il ministro Poletti, per mesi il problema è stato all’attenzione di ministri, appunto quello del Lavoro in primo luogo, sindacati, deputati e senatori, Inps. Il presidente del Consiglio è intervenuto più volte annunciando che si sarebbe rispettato l’impegno più volte preso nei confronti dei pensionati  o pensionabili

Cgil: affrontare subito la questione. Cisl: nuovi disagi sociali. Uil: iniquità e ingiustizie .Confindustria: un serio problema

Si è discusso per mesi su come attuare la flessibilità, come intervenire per porre rimedio ai danni prodotti dalla legge Fornero. Niente, tutto si volatilizza. Immediate le reazioni dei sindacati e di Confindustria.  “Sarebbe letteralmente incredibile se il Governo – afferma il segretario confederale della Uil Domenico Poretti – rinviasse l’introduzione della flessibilità di accesso alla pensione ripetutamente annunciata negli ultimi mesi dal Presidente del Consiglio e dal ministro del Lavoro.  Ci troveremmo di fronte al protrarsi di iniquità ed ingiustizie alle quali tutti dicono di voler porre rimedio”.  Dure critiche dalla Cgil. Vera Lamonica afferma che “è indispensabile che la legge di stabilità affronti il tema delle pensioni, introducendo quella flessibilità necessaria da un lato a dare risposte più eque a chi è in procinto di uscire dal mondo del lavoro e dall’altro in grado di consentire l’accesso allo stesso per i giovani. Le risorse, quando vi è l’intenzione, si cercano e si trovano”. La segretaria confederale della Cgil prosegue: “Se non si consentono uscite graduali e flessibili si continua a bloccare l’accesso dei giovani al lavoro. La priorità del Paese deve essere l’occupazione e sarebbe inaccettabile non affrontare oggi anche questo tema”. Per la Cisl è un errore “rinviare ulteriormente l’introduzione della flessibilità di accesso alla pensione sulla base di un calcolo ragionieristico. Le conseguenze dell’aumento repentino dell’età pensionabile, realizzato con la legge Fornero sono sotto gli occhi di tutti e il mantenimento della rigidità nell’accesso alla pensione rischia di riprodurre nuovi disagi economici e sociali, con effetti negativi sul funzionamento del mercato del lavoro, sulla produttività del sistema economico, e, indirettamente, sulla stessa finanza pubblica”. Critico anche il presidente di Confindustria, Squinzi, che dopo aver elogiato Renzi a Cernobbio non va più in là: “Le coperture sono tutte da rivedere e da ricalcolare. Quindi non mi posso esprimere, comunque il problema è serio”. È già qualcosa.

Da jobsnews

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