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Ancora migranti morti nel Mediterraneo al largo delle coste libiche. Una strage di 2100 persone fino ad oggi

 

Non meno di 40 migranti sono morti per aver inalato fumi nocivi nella stiva di un barcone al largo delle coste della Libia, nel Mediterraneo. Il comandante Massimo Tosi, sulla nave Cigala Fulgosi che ha organizzato i soccorsi al barcone sovraffollato, ha detto che “i morti sono stati trovati nella stiva”, e che sembra che la morte si sopraggiunta per inalazione dei fumi tossici. Scene raccapriccianti vengono raccontate dai soccorritori, che hanno trovato i corpi dei poveri migranti nella stiva tra acqua, carburante ed escrementi umani. Il numero dei morti potrebbe ancora salire. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha comunicato infatti che “si stanno ancora contando le vittime”.

Sul barcone alla deriva a 21 miglia dalla costa libica sono state tratte in salvo almeno 320 persone. Le altre, come si è detto, sono morte in condizioni disumane.

Sale a 2100 il bilancio dei migranti morti mentre attraversavano il Mediterraneo nei primi 7 mesi del 2015. Gran parte di loro erano partiti dalle coste della Libia, dove i trafficanti di esseri umani continuano a fare i loro sporchi e mortali affari. E la gran parte dei migranti, siriani, eritrei, afghani, fugge dalla guerra e dalla povertà, per cercare un approdo forse sicuro sulle coste europee. I trafficanti di esseri umani traggono spesso vantaggio dal caos che si è creato in Libia, dove è scoppiata una vera e propria guerra tra bande e tra milizie. Accanto alle tribù locali, che hanno preso a fare affari vendendo o noleggiando barconi pericolosissimi, anche i miliziani del cosiddetto Stato islamico partecipano al “banchetto” del business dei migranti, in contrasto con gli interessi delle milizie libiche ancora fedeli a Gheddafi.

Sul pericolo libico è intervenuto Alfano, che ha detto: “o la comunità internazionale è in grado di risolvere la questione libica, o la tragedia di oggi non sarà l’ultima”. Ma la questione libica può risolversi solo con l’organizzazione di una Conferenza di pace a Tripoli. L’ultima volta che Sarkozy e Cameron hanno cercato di usare aerei e bombe convinti di sistemare la questione libica, hanno solo contribuito a peggiorarla. Resta il fatto che è quasi impossibile sciogliere quel coacervo di interessi territoriali, economici, religiosi, tribali, che sta attanagliando la Libia in questi mesi. Il Parlamento e il governo legittimi, riconosciuti dalla comunità internazionale, e che hanno sede a Tobruk non hanno alcun potere e alcuna forza per poter tentare sono minimamente di unificare il paese.

I migranti sopravvissuti, inoltre, raccontano dell’orribile trattamento cui vengono sottoposti dai trafficanti di esseri umani. Perché, ad esempio, molti di loro vengono rinchiusi nelle stive, causa di morte certa. I trafficanti lo fanno contro i migranti che non sono riusciti a pagare per intero “il biglietto” per le coste europee, dopo aver tolto loro tutto. Così, se non vengono uccisi dal mare, questi poveri migranti vanno incontro alla morte per asfissia da fumo dei diesel.

Sul piano squisitamente numerico, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha diffuso oggi un comunicato in cui si dice che l’Italia dall’inizio del 2015 ha portato in salvo 93540 migranti, mentre la Grecia ha fatto meglio con 134988 salvataggi di migranti provenienti soprattutto dalla Turchia. Con i migranti approdati in Spagna e a Malta, sono complessivamente 237000 i migranti che hanno attraversato il Mediterraneo quest’anno, mentre furono 219000 nell’intero 2014. È, di fatto, la peggiore crisi di rifugiati in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale.

Da jobsnews

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