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Silenzio, parla la Ley Mordaza

 

A nulla sono serviti i cortei e le manifestazioni per sottolineare l’inalienabilità di un diritto quale la libertà d’associazione: da mercoledì  1 luglio, infatti, in Spagna è ufficialmente entrata in vigore la nuova Ley Organica de Seguridad Ciudadana, meglio nota come “Ley Mordaza”. L’appellativo si richiama esplicitamente alle varie forme di limitazione imposte dalle 44 normative contenute nel testo legislativo. Nonostante manchino solo pochi mesi alla fine della legislatura, il governo Rajoy ha mantenuto grande fermezza nel portare avanti una riforma che, parafrasandone le dichiarazioni, garantirà “cortei più liberi e privi di violenza”.

L’assunto merita di essere chiarito e soprattutto decifrato. La “maggior libertà dei cortei” andrà invero ricercata nella difficoltà stessa di poterli organizzare: nell’era dei Social Network, Facebook, Instagram e Twitter sono altresì bollati come “strumenti proibiti” per la mobilitazione delle masse. La protesta collettiva dovrà essere autorizzata dalle autorità competenti, le quali, novità assoluta, non si risolvono nella figura di un giudice, ma nello spirito critico dei corpi di polizia. Maggior sicurezza pertanto, non fosse che, altro punto della riforma, telecamere e smartphone non potranno più essere utilizzati per riprendere le forze dell’ordine nell’esercizio delle proprie attività.

Il Partito Popolare crede molto nei benefici che deriveranno dalla Ley Mordaza soprattutto in termini di rigore e ordine pubblico.  Come ciliegina sulla torta, le 44 normative prevedono multe che vanno dai 100 ai 600.000 euro in relazione alla gravità del reato commesso. Tra questi, spiccano ammende particolarmente salate in caso di bonifici illegali a favore dei partiti, corruzione e uso non autorizzato delle immagini raffiguranti agenti.

Nei primi mesi del 2015 sono state organizzate molteplici manifestazioni per cercare di frenare l’avanzata di un provvedimento da molti ritenuto incostituzionale. Amnesty international e tante altre organizzazioni hanno denunciato apertamente l’iniquità della Ley Mordaza. A nulla è servito il corteo degli #HologramasLibres che in Aprile sfilò davanti al Cogreso de los Diputados: 2000 ologrammi, robotici e ripetitivi, sono stati la metafora della Spagna che verrà: un paese imbavagliato, dove la polizia non dovrà più intervenire giacché la libera associazione sarà un diritto fumoso e di dubbia applicazione.

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