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“Questione d’immagine”. I meccanismi dietro alla scelta di foto e video

 

L’impatto delle immagini nella comunicazione. Online il portale “Questione d’immagine”

Nel racconto giornalistico alcuni temi sono più sensibili di altri e richedono una trattazione adeguata, sia nella scelta delle parole che delle immagini. Queste ultime, in particolare, hanno dimostrato di avere un impatto fortissimo sull’opinione pubblica. Si pensi, per esempio, alla forza mediatica che ha avuto il naufragio del 3 ottobre 2013, alle immagini dei corpi che sono rimbalzate da un canale all’altro, da una pagina all’altra, purtroppo indimenticabili.

Con la stessa prorompenza e facilità gli elementi visivi contribuiscono a costruire nella mente di chi guarda generalizzazioni e stereotipi, suscitando precisi sentimenti. Caratteristiche, queste, che i professionisti della comunicazione hanno imparato a conoscere e a sfruttare.

Dopo “Parlare civile”, Redattore sociale torna con “Questione d’immagine“, portale che analizza l’uso che i media fanno di foto e video in relazione a cinque macro-argomenti: immigrazione, rom e sinti, droghe, Aids e genere.

Il progetto, che vede collaborare Redattore Sociale con Parsec e Zona ed è sostenuto da Open Society Foundations, parte da una selezione di servizi telegiornalistici, di pagine di giornale e elementi visivi non convenzionali per risalire ai meccanismi che hanno condotto la testata a preferire quelle immagini e ad associarle a determinate parole.

Da Carta di Roma

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