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L’Europa sempre più a destra vuole uccidere i servizi pubblici radiotelevisivi

 

In questa Europa, neppure lontana parente di quella che vollero nel 1957 i “padri fondatori”, il metodo è sempre lo stesso: se il servizio pubblico radiotelevisivo non è totalmente asservito al governo viene ridimensionato con tagli ai finanziamenti motivati, è ovvio, dalla crisi economica. I tagli ai budget, quasi sempre soltanto lineari e non selettivi, sono ormai il grimaldello per sfasciare i media pubblici che non eseguono alla lettera i diktat del potere. Smettiamola di usare le mezze parole e i termini addolciti, è un sistema consolidato che vede ora fra le vittime anche il più illustre dei servizi pubblici, la BBC. Cameron non la sopporta e ha affidato il compito di uccidere la BBC ad un ex assistente della Thatcher, il ministro della cultura Whittingdale. Al momento della sua nomina il Daily Telegraph, testata vicina ai conservatori, non ha usato giri di parole: Cameron intende “dichiarare guerra” alla tv pubblica. Forse la nomina è l’anticamera della privatizzazione, progetto da sempre accarezzato dai conservatori, Whittingdale è stato segretario politico di Margaret Thatcher e dal 1992 siede alla Camera dei Comuni. Rappresenta la corrente più di destra dei Tories, e i suoi voti in Parlamento parlano chiaro: in passato ha votato contro il bando della caccia alla volpe, contro il matrimonio gay e contro le cessioni di sovranità all’Ue. Viceversa, è stato un grande sostenitore della guerra contro l’Iraq nel 2003 e favorevole all’aumento delle spese militari. Per la BBC certamente la situazione più drammatica dal momento della sua nascita, nel lontano 1922.

L’arma è sempre la stessa, i costi da tagliare. In questo caso il governo conservatore usa spregiudicatamente il sistema più facile, ridurre il canone e incitare, letteralmente, i cittadini inglesi a ribellarsi al finanziamento del servizio pubblico. Un’azione di una violenza mai vista.

Ma il mondo della cultura e dello spettacolo ha battuto un colpo: un gruppo di personalità note in tutto il mondo, capeggiate da Joanne K. Rowling, l’autrice di Harry Potter, e Daniel Craig, l’ultimo famoso 007 cinematografico, ha rivolto un pubblico appello a Cameron in favore della BBC e ha lanciato lo slogan “una BBC sminuita significherebbe una Gran Bretagna sminuita”.

La battaglia è cominciata e si può ancora sperare che gli stessi inglesi decidano di salvare il loro servizio pubblico ritenuto un gioiello in tutto il mondo. Singolare anche il fatto che oggetto di critiche feroci dei conservatori è non soltanto la TV ma anche il web, sul quale la BBC ha investito con molta lungimiranza e ha creato uno dei siti di news più consultato al mondo. Il web, del resto, è detestato da tutti i poteri, politici e non, perché comunque è impossibile fermarlo. Ma privatizzare pezzi di servizio pubblico e metterlo in condizione di non poter fare decentemente il suo lavoro questo, purtroppo, è possibile.

Quello che Vita chiama “il delitto perfetto” si sta compiendo anche in Italia nei confronti della Rai. Ma, desolatamente, nell’indifferenza diffusa, purtroppo anche di quella parte della politica e del sindacato che dovrebbe sapere bene di cosa si tratta…del resto le responsabilità sono di molti, anche di chi poteva fare una riforma autentica del sistema dei media e del conflitto di interessi e ha preferito allungare i tempi e mediare sempre su tutto e con tutti. Lo dico senza perifrasi, con la stessa passione che ho dedicato alla Rai nei miei 35 anni di lavoro: spero che questa controriforma non passi mai e non sia mai attuata.

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