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di sbarramento è iniziato da tempo

Domani l’Enciclica del Papa. Il fuoco
di sbarramento è iniziato da tempo

 

Leggeremo domani, nella sua versione integrale, l’enciclica di Papa Francesco. Dal punto di vista mediatico il “Laudato sii” ha già colto il risultato di essere un testo lodato, disprezzato, amato e temuto, ancor prima di essere letto e, chi conosce, la modalità di scrittura delle encicliche, dovrebbe sapere che ogni singola parola andrà meditata, analizzata, contestualizzata, usando quella capacità di discernere tanto cara alla  scuola dei gesuiti e più volte richiamata da Francesco.

Il fuoco di sbarramento, politico e mediatico, è iniziato da tempo. Il solo annuncio che il Papa si sarebbe dedicato ai temi dell’inquinamento, allo sfruttamento dei beni naturali e delle persone, alle crescenti povertà, al razzismo e alla esclusione sociale, ha scatenato la reazione di chi, sull’egoismo e sulla crescita delle diseguaglianze, ha costruito le proprie fortune economiche, rendendo subalterna una politica debole.
Per questo le oligarchie che controllano le risorse energetiche o il commercio delle armi hanno tentato e tenteranno di parare il colpo attraverso la calunnia, oppure cercando di oscurare e smorzare gli aspetti più innovativi e critici della enciclica. Non mancherà, persino in buona fede, chi tenterà di “schedare” politicamente il Papa, di dipingerlo di verde, di rosso, di arancione, di azzurro… Saranno sforzi vani ed inutili.

Francesco non ha scritto l’enciclica pensando agli schieramenti o alle opportunità del momento, tanto meno alle risse del cortile italiano. Al centro della sua riflessione, ancora una volta, ci saranno le persone, a partire di quelle che stanno ai margini e la necessità che la terra sia anche per loro un luogo accogliente, capace di carezze e non solo di cinica indifferenza.

Il Papa non è di destra, di centro o di sinistra, più semplicemente è un “radicale” perché propone e si propone di andare alla radice dei temi trattati, senza ipocrisia e senza l’ansia da consenso elettorale. Se potessimo rivolgere, come associazione Articolo 21, un appello ai media, ci permettere solo di chiedere che, ancor prima di dare spazio alle opinioni di ogni sorta, facciano conoscere l’enciclica nel suo testo originale, dando spazio a tutti i temi proposti, anche a quelli meno graditi allo “Spirito dei tempi”.

Poi ciascuno, se lo vorrà, esprimere il suo giudizio, ma possibilmente dopo aver ascoltato davvero le parole di Francesco e non solo le interpretazioni che saranno maliziosamente proposte e che, magari, sono già state scritte, a prescindere dalla effettiva conoscenza dell’enciclica.

* Rivista San Francesco

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