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Sì all’agenda Ue: 40 mila richiedenti asilo da ricollocare, 24 mila dall’Italia

 

Lo Stato membro che accoglierà il richiedente asilo riceverà 6 mila euro per ogni persona accolta. Questa la principale proposta approvata oggi dalla Commissione europea per porre fine alla “crisi nel Mediterraneo”. Esteso Triton

 

BRUXELLES – Un nuovo meccanismo di emergenza per ricollocare all’interno dell’Unione europea 40 mila richiedenti asilo. 24 mila dall’Italia, 16 mila dalla Grecia, in 2 anni. Lo Stato membro che accoglierà il richiedente asilo riceverà 6 mila euro per ogni persona accolta. Questa la principale proposta approvata oggi dalla Commissione europea a Bruxelles per porre fine alla “crisi nel Mediterraneo”, due settimane dopo il lancio dell’agenda europea sulla migrazione.
Lo schema approvato si applicherà ai cittadini che hanno bisogno di protezione internazionale, identificati in siriani ed eritrei, che sono arrivati in Italia o Grecia solo dopo il 15 aprile 2015. “Oggi passiamo dalle parole ai fatti. Questo sistema di emergenza che si applica a Italia e Grecia potrà essere ripreso in futuro per aiutare altri Paesi in difficoltà. Vogliamo diventi un modello da ripetere”, ha detto il Commissario europeo per la migrazione, Dimitris Avramopoulos, presentando il piano.

La Commissione ha infatti indicato che il piano potrà applicarsi anche ad altri Paesi che ricevono un ampio flusso di migranti, come Malta. Anche se “la situazione di Malta attualmente non è comparabile con quella di Italia e Grecia e per questo non è già stata inclusa ora come beneficiaria”, ha precisato la Commissione Ue indicando il calo di sbarchi sull’isole negli ultimi 2 anni.
I richiedenti asilo saranno ricollocati negli stati membri in base alla grandezza della popolazione, al Pil, al tasso di disoccupazione, al numero di richiedenti asilo già accolti e ai posti già offerti per il reinsediamento nei passati cinque anni.

Siriani ed eritrei. Nello schema di emergenza di trasferimento dei migranti rientrano “solo  i cittadini in chiaro bisogno di protezione internazionale”. Gli aventi diritto al trasferimento sono solo “i richiedenti asilo che godono del regime di protezione nel 75 per cento degli Stati membri”. Secondo i dati di Eurostat, servizio della Commissione Ue che raccoglie ed elabora dati dagli Stati membri, due nazionalità rispondono a questi criteri: siriani ed eritrei.

Reinsediamento dai campi profughi. La Commissione ha adottato una raccomandazione che chiede un sistema per il reinsediamento di 20 mila persone dai campi profughi, identificate dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), su base volontaria in due anni. L’apporto finanziario ammonterà a 50 milioni di euro per il 2015 e il 2016.

Lotta ai trafficanti di esseri umani. L’idea della Commissione prevede anche un piano di azione per la lotta ai trafficanti di esseri umani con durata dal 2015 al 2020. Sarà stilata una schedatura con le imbarcazioni considerate sospette. Sarà rafforzata la cooperazione con gli internet provider e i principali social media per monitorare le informazioni e la pubblicità che i trafficanti fanno in rete per attirare passeggeri.

Impronte digitali. Chi arriverà in Italia e Grecia verrà subito identificato e gli verranno rilevate le impronte digitali nei cosiddetti “hotspot”, i centri dove saranno presenti tecnici dell’Ufficio europeo per l’asilo (Easo), di Frontex,  agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale, e di Europol, la polizia europea.

Immigrati. Ricollocamenti dall'Italia (magg. 2015)

Blue card.È stata lanciata una consultazione pubblica con lo scopo di rendere più facile l’accesso alle Blue card che facilitano l’immigrazione legale accogliendo gli immigrati “qualificati”.

Triton esteso. Il nuovo piano operativo di Triton “include l’area dell’ex operazione italiana Mare Nostrum”, ha segnalato il commissario all’immigrazione Dimitris Avramopoulos, che ha  sottolineato come gli obiettivi siano il controllo delle frontiere e salvare vite. Frontex ha disposto l’allargamento a 138 miglia nautiche dalla costa dell’area di intervento dell’operazione Triton. Inoltre, saranno incrementati uomini e mezzi impegnati nel controllo delle frontiere Ue sul Mediterraneo. L’aiuto della Commissione europea ammonterà a 26,25 milioni in più per il rafforzamento di Triton e Poseidon (operazione condotta dalla Grecia) per un bilancio totale di 38 milioni che arriverà nel 2016 a 45 milioni.

Prossime tappe. La palla ora passa all’Europarlamento, che si è già dichiarato favorevole e ai singoli Stati membri, tra cui 10 si sono detti contrari. Dubbiosi Francia e Spagna. Prossime tappe decisive sono il consiglio dei ministri Ue degli Affari interni del 15 giugno ed il vertice dei leader del 26 giugno. (GdP)

Da redattoresociale.it

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