Scuola, il Governo incontra i Sindacati ma non cambia verso. Mobilitazione fino al blocco degli scrutini

0 0

I sindacati hanno bocciato le proposte di modifica al Ddl di riforma della scuola illustrate loro dal Governo nel confronto a Palazzo Chigi. Oltre tre ore di incontro non sono bastate per trovare un punto d’intesa, anzi, sembrerebbe che alla luce delle proposte portate al tavolo dall’Esecutivo, la situazione si sia più che compromessa, visto che sono state già confermate nei prossimi giorni ulteriori mobilitazioni di docenti, precari, personale non docente e Ata, fino all’estrema conseguenza del blocco degli scrutini. Dura la dichiarazione del Segretario della Flc Cgil, Pantaleo: “Nei prossimi giorni organizzeremo presidi in occasione dell’inizio del dibattito alla Camera, assemblee e iniziative di lotta nelle scuole. La mobilitazione continua. Siamo pronti a bloccare gli scrutini”.

Mobilitazione sindacale compatta. Al Governo non è bastata la giornata del 5 di maggio e le piazze piene

La mobilitazione sindacale è compatta, come in occasione della manifestazione di piazza del 5 di maggio, tutte le sigle che hanno partecipato al vertice con il Governo, sono uscite da Palazzo Chigi, con la stessa identica idea: confronto inutile, si va verso una nuova stagione di lotta. Una convocazione, dunque, assolutamente inopportuna e che poco ha prodotto per riportare il sereno nel mondo della scuola e soprattutto che non cambia verso. Ma questo martedì è stato decisamente nero per il Governo, visto che oltre a saltare il tavolo di confronto sulla riforma, in campo sono scesi anche gli studenti, che hanno mandato all’aria, boicottandole, le prove Invalsi, previste proprio per questo martedì.

 Al tavolo 4 ministri e un Sottosegretario, grande assente Renzi. Le dichiarazioni di Camusso, Furlan e Barbagallo

Tornando al tavolo di Palazzo Chigi erano presenti per il Governo, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio e il sottosegretario Claudio De Vincenti. A rappresentare i lavoratori tutte le sigle sindacali, per i sindacati più rappresentativi i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Alla fine dell’incontro, i leader delle Confederazioni unitarie hanno avuto parole di fuoco. Per Camusso, gli “emendamenti approvati non modificano la sostanza. Cambiamento sì, ma non come vorrebbe il governo”. La Cgil piuttosto considera “punti dirimenti l’assunzione dei precari, la centralità del contratto, la questione delle funzioni della dirigenza e le premialità”. Insoddisfatta anche Furlan per la Cisl: “Emendamenti non sufficienti. Se si fossero fatti prima altri incontri con il governo sicuramente avremmo costruito un percorso più utile per cambiare la scuola”. Ancora più dura la posizione espressa da Barbagallo della Uil: “Dal governo sforzi apprezzabili ma insufficienti. Precariato, valutazione e contratto: sono questi i tre punti su cui chiediamo interventi. Speravamo di più da questo confronto, di cui diamo una valutazione negativa, non c’è stata nessuna apertura dal governo. Questa non è una riforma, è come se avessimo ancora una pistola puntata alla tempia”. Posizione più che critica anche dalla Flc Cgil, con il Segretario Pantaleo: “Dall’incontro con il Governo (12 maggio 2015, ndr) nessuna apertura concreta sui punti di merito sollevati dalle organizzazioni sindacali. Dopo lo sciopero e le manifestazioni del 5 maggio abbiamo costretto il Governo ad aprire il confronto con le organizzazioni sindacali. Durante il passaggio al Senato ci sarà un ulteriore confronto con la Ministra Giannini. È un primo risultato della mobilitazione, ma non basta. Gli emendamenti approvati non cambiano la sostanza dell’impianto del disegno di legge che resta irricevibile. Il Governo se vuole aprire un vero dialogo deve fermare il percorso di approvazione del disegno di legge, fare un provvedimento urgente sul precariato e ascoltare il mondo della scuola”.

Luigi Sambucini

Da jobsnews.it


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21