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Madrid, il corteo degli ologrammi contro la Ley Mordaza

 

“A partire da oggi, l’unica modo per manifestare in Spagna sarà attraverso gli olgrammi”: il commento di Carlos Escaño, portavoce di No Somos Delitos, racchiude tutta la polemica genialità del primo corteo di ologrammi della storia. Oltre 2000 video-proiezioni hanno infatti sfilato tra le 21:30 e le 22.30 davanti al Congreso de los Diputados. Russi, Messicani, Tedeschi e persone provenienti da ogni angolo del mondo, hanno partecipato, seppur indirettamente, alla manifestazione organizzata da No Somos Delitos per esprimere il proprio sostegno a tutti gli Spagnoli che lottano contro le restrizioni teorizzate dalla riforma della Ley Orgánica de Seguridad Ciudadana, altresì ribattezzata “Ley Mordaza”.

Gli slogan e i cori registrati “Penso, quindi commetto un delitto” o “A loro non fa differenza che si viva per strada, però pretendono che non ci si possa esprimere liberamente”, testimoniano il credo di una battaglia per la difesa e il mantenimento delle libertà di pensiero e associazione.

La scelta di un corteo video-proiettato è la metafora di una protesta colma di significato: la polizia non dovrà più intervenire, giacché la libera associazione sarà strumento bandito dalla legge in essere. Gli #HologramasLibres sembrano rappresentare un punto di raccordo tra la tradizionale manifestazione di piazza e l’ultima trovata tecnologica delle new generation: cantano, sventolano bandiere e innalzano striscioni contro la Ley Mordaza e i deputati del Partito Popolare che ne hanno permesso l’approvazione, ma sono pur sempre ologrammi. La scelta di affidare la protesta a personaggi virtuali sottolinea ulteriormente l’assoluta necessità della presenza umana. Permettere alle persone di manifestare pacificamente per difendere le proprie libertà di pensiero ed espressione è e deve rappresentare un diritto inalienabile per il rispetto del quale, al meno per il momento, non sarà necessario alcun ologramma.

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