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E il treno va. Caffè del 28

 

VietNam (Renzi) vince perchè spara.  Mi scusino i nostalgici del 68 se uso uno slogan d’antan, ma non trovo migliore sintesi per i titoli d’oggi “Ci giochiamo il futuro”, Repubblica. Non solo il futuro pure “la dignità” secondo il Corrierre. “Ricatti di Forza Italicum”, il Fatto. “La legge sono io” il manifesto. “O il voto o la vita” il Giornale. E i commenti lasciano trasparire un senso di lassitudine disperante. Repubblica riesuma Massimo Salvadori che vede in alternativa all’Italicum solo la “penosa frammentazione” del Consultellum, e ciò dimostra che “la crisi del sistema politico…non è stata fermata”. Roberto Toscano, la Stampa, introduce il confronto con la Spagna, dove la crescita è tornata forte -tra il 2,5 e il 2,9%- ma la disoccupazione resta al 23% e così il Partito Popolare è quarto tra i 4 partiti che i sondaggi danno intorno  al 20%, dopo Podemos, Psoe e Ciudadanos. Ci copieranno l’Italicum? Chissà! Il Corriere, scopre, con Pierluigi Battista, che “il partito (Pd) esonda nelle istituzioni”, perchè parlando di dignità Renzi sottointende che sarebbe indegno per la Camera non votare l’Italicum. Sveglia, Battista.  L’esondazione è in corso da parecchio tempo, almeno da quando Renzi, fra gli applausi.  ha preso Palazzo Chigi e si è proposto di cambiare le regole del gioco democratico, senza altro mandato se non il voto -alle primarie- di 2 simpatizzanti Pd su 3.

Il treno è in corsa. Ho spiegato ieri –Così è, a me pare- quale sia il progetto di Matteo Renzi: tante riforme che individuano tutte un “responsabile” (un capo azienda), il Parlamento che delega al Governo il potere di far leggi, l’elezione di un sindaco d’Italia, responsabile dei i responsabili -Amministratore Delegato dell’azienda Italia-, scelto dal popolo e revocabile dopo 5 anni. non mi sembra una grande idea, senza una politica per l’Europa,senza un abbozzo di politica industriale e senza mettere in campo una lotta a morte contro mafia, corruzione, evasione. Però un’alternativa non si vede. Bersani e Bindi lanciano appelli al dialogo subito respinti. Berlusconi pensa a vendere il Milan e forse cedrà Mediaset a Vivendi. M5S serve “la pizza dell’onestà”  e già assapora il ballottaggio di cui l’Italicum potrebbe spalancargli le porte. Salvini, con l’aiuto di una iprocrita par condicio, sdogana razzismo e fascismo. Il treno dell’Italicum è in corsa e nessuno pensa davvero di poterlo fermare. Alcuni si preparano al dopo. Corrado Passera indossa il bavaglio come Pannella, Enrico Letta va in esilio a Parigi pronto a rispondere a una chiamata. Landini vince alla Franco Tosi -122 no contro 97 sì-  un referendum sulle “tutele crescenti” e immagina per il futuro la sua coalizione sociale. Cuperlo studia, e fa bene. Civiti resta nel Pd ma anche no.

Il pensiero unico avanza. “Varoufakis messo da parte” Financial Times. “Commissariato”, il Sole24Ore. In realtà Tsipras ha solo cambiato la squadra dei negoziatori senza licenziare il ministro economista, ma a Bruxelles e alla borse è sembrato un preavviso di resa. In Gran Bretagna impazza una campagna all’Italiana, con Miliband Rambo, Superman e Spider Man. mentre Cameron gli risponde con le #Cameronettes, versione solo politica delle nostre Olgettine. Nessuno parla dei profughi che muoiono nel Mediterraneo, tutti rimuovono la guerra tra sunniti e sciiti (antipasto del conflitto  mondiale evocato da Francesco), nè alcuno immagina di poter offrire a Cina e India un interlocutore  europeo che attutisca il conflitto di interessi con gli USA.

Eppure la verità si fa strada. Leggete Belardelli, Corriere, “la scuola merita più rispetto”. Mette il dito nella piaga, racconta le aporie del riformismo di Renzi. Un inarrestabile anelito rottamatore che somiglia all’ammuina di Franceschiello: tutti si spostano ma per tornare al loro posto. E così basta uno sciopero unitario -il 5 maggio- della scuola, per mostrare come la Locomotiva corra e sbuffi verso un binario morto

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