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Oscar Romero profeta e martire

 
di Gianni Novelli (per Rinascita cristiana di Roma)E così monsignor Oscar Romero ce l’ha fatta ad essere proclamato «martire della fede» e poi «beato»! Ci sono voluti trentacinque anni e un papa argentino per far  dimenticare l’ostilità incontrata a Roma da vivo e farne riconoscere il martirio. Meno male che subito dopo il suo assassinio (24 marzo 1980) un grande vescovo brasiliano, don Pedro Casaldaliga, rivolse a lui, «San Romero d’America», una preghiera e scrisse «il popolo ti ha proclamato santo». A Roma un altro monsignore si univa ben presto a questa «canonizzazione» popolare. Era il direttore della Caritas romana Luigi Di Liegro che, con alcuni giovani, parrocchie, comunità e associazioni, iniziava ad onorare a Roma Oscar Romero «l’avvocato dei poveri», «la voce di chi non ha voce», «il simbolo dei martiri per la giustizia e la pace». Dal 1984 quel 24 marzo c’è stata a Roma una festa di preghiere, di canti, di danze, di testimonianze, di folla, non sempre condivisa ufficialmente, prima nella basilica dei Santi Apostoli, con una grande concelebrazione eucaristica, poi dal 2007 ospitati con una veglia ecumenica nella chiesa di san Marcello al Corso.

Va ricordato almeno chi presiedette quelle celebrazioni perché costituiscono un’eloquente e preziosa «tradizione»: nel 1984 il carmelitano padre Camillo Maccise, nel 1985 il vescovo Clemente Riva, nel 1986 il cardinale Roger Etchegaray, nel 1987 il vescovo Tonino Bello, presidente di Pax Christi, nel 1988 il cardinale Eduardo Pironio col Padre Francesco Cavazzuti (accecato in Brasile), nel 1989 il frate argentino Miguel Angel Lopez, nel 1990 il cardinale Ugo Poletti, nel 1991 il vescovo Luigi Bettazzi presidente di Pax Christi Internazionale, nel 1992 il vicario generale dei Gesuiti P. Simon Decloux, nel 1993 il ministro generale dei Frati Minori P.Herman Schaluck, , nel 1994 ancora il cardinal Etchegaray, nel 1995 il vescovo Diego Bona presidente di Pax Christi Italia, nel 1996 il vicario generale di San Salvador mons. Riccardo Urioste, nel 1997 il gesuita salvadoregno Rodolfo Cardenal, nel 1998 il vescovo di Cochabamba in Ecuador Victor Corral Mantilla, nel 1999 il vescovo brasiliano Tomas Balduino, nel 2000 il vescovo ausiliare di San Salvador Rosa Chavez, nel 2001 il vescovo di San Cristobal in Merssico Samuel Ruiz, nel 2003 il vescovo di Locri Giancarlo Bregantini col carmelitano Carlos Mesters, nel 2003 il vescovo Tommaso Valentinetti, presidente di  Pax Christi, con Suor Rosemary Lynch, nel 2004 il vescovo di Algeri Henry Tessier e padre Alex Zanotelli, nel 2005 il patriarca di Gerusalemme Michel Sabbah, nel 2006 il vescovo guatemalteco Alvaro Ramazzini, nel 2007 il vescovo messicano Raul Vera Lopez, nel 2008 il vescovo brasiliano Demetrio Valentini, nel 2009 ancora mons. Tomas Balduino, nel 2010 ancora mons. Rosa Chavez,, nel 2011 ancora P.Camillo Maccise,, nel 2012 il presidente della Conferenza episcopale del Guatemala Rodolfo Valenzuela, nel 2013 l’argentino premio Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel, nel 2014 il vescovo della Patagonia Luis Infante della Mora. Rinascita Cristiana di Roma c’è sempre stata!

(vedere discorsi e fotografie sul sito del Cipax)

Da confronti.net

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