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Strage Parigi, non vincerà la paura

 

Non può essere la paura ad arginare la libertà di idee, di pensiero, di espressione o giudizio. Non può essere il terrore a condizionare il pensiero. Non può essere l’omicidio a omologare la fede.
A ciò che è accaduto oggi in Francia, con l’assalto omicida dei fanatici religiosi alla redazione di Charlie Hebdo, bisogna rispondere subito, tutti assieme, senza incertezze. Bisogna rispondere continuando a raccontare ciò che vediamo, esprimendo ciò che vogliamo, disegnando, fotografando, dipingendo ciò che riteniamo utile. Bisogna rispondere continuando a permettere a chiunque di raccontare ciò che vede, esprimere ciò che vuole, mostrare ciò che ritiene utile.
E’ la libertà in gioco. E’ l’idea di una umanità libera da pregiudizi, superstizioni, religioni omicide e killer frustrati vestiti da idealisti. E’ il principio che ogni essere umano ha diritti suoi, personali, che non possono essere soffocati da alcun demente rappresentante di un dio.
Ciò che dobbiamo tenere salde, far vincere, sono le idee per cui abbiamo lottato per secoli. Quello su cui non possiamo trattare sono i principi che abbiamo difeso da dittatori pazzi e chiese sanguinarie, che abbiamo coltivato con i libri, i giornali, le discussioni, che abbiamo alimentato nelle case, con i figli, gli amici, i fratelli. Non possiamo fa vincere i fucili, non possiamo cercare mediazioni con la follia. Mai come questa volta la ragione sta saldamente e solo da una parte: la nostra.

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