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Una storia pazzesca

 

L’Ulivo: vent’anni sprecati.
Lo sciopero generale: una fastidiosa  formalità da sopportare.
Le minoranze interne: irrequieti da isolare.

Così Renzi ha liquidato i temi più scottanti dell’Assemblea nazionale del PD, mentre Berlusconi allarga il patto del nazareno fino a comprendervi ufficialmente l’elezione del nuovo Presidente e ufficiosamente provvedimenti più comprensivi per i corrotti.
Da questa giornata esce un PD trasfigurato, sempre più irriconoscibile, sempre meno di sinistra.
E purtroppo il peggio deve ancora venire. Sarà quando fioccheranno i licenziamenti individuali del Jobs Act e la rete di protezione del sussidio si rivelerà un bluff. E una delle replicanti del capo (Madia, Bonafè, Moretti, Boschi, Picierno, fate voi) si affretterà a dire a macchinetta  che il partito porterà al più presto i correttivi resi necessari da alcune imperfezioni della norma.
E lo Sblocca Italia inizierà a infliggere le prime ferite profonde al territorio a vantaggio dei privati e gli uomini del giglio magico (Guerini, Taddei, Lotti, Bonaccini, fate voi) si affretteranno a recitare il copione dicendo che il provvedimento è stato male interpretato e le forzature saranno risolte al più presto.
Anche questa sembra una Storia pazzesca. di Almodovar.
Ma purtroppo non è un film.

 

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