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“Vicine vicine”, il canto delle donne ha sfidato il buio di Torpignattara

 

“L’azione più politica e sovversiva”, la definisce una delle promotrici: “chi in minigonna, chi con jeans e scarponi, chi con solo gli occhi scoperti. Qualcuno ci ha preso in giro, qualcuno ha alzato il volume dello stereo. Non importa, abbiamo cantato”

ROMA – Hanno cantato fino a tarda sera, illuminando gli angoli bui del quartiere con le loro torce, riempiendo con le loro voci quelle strade silenziose che di notte fanno paura: era il “Cantar notturno” di “Vicine vicine”, il gruppo di donne italiane e straniere che da circa un mese, a Torpignattara, prova a rispondere in modo creativo alle difficoltà dell’incontro tra culture e all’intolleranza che a volte prende il sopravvento.

E così, questa mattina, in poche frasi lo racconta Cecilia Bartoli, una delle promotrici dell’associazione Asinitas: “Chi in minigonna, chi con jeans e scarponi, chi con solo gli occhi scoperti, giovani, meno giovani, giovanissime, madri, non madri, madrine, un cerchio di canto, un cerchio di sorriso, un cerchio di donne di Torpignattara – scrive sulla pagina dedicata all’evento – L’azione più politica e sovversiva che abbia mai visto, fatto in vita mia! Qualcuno ha cercato di denigrarci, qualcuno di ridicolizzarci, qualcuno ha alzato il suo stereo a palla, per coprire con i suo ‘Unze unze’ le nostre voci, qualcuno ci ha semplicemente ignorato o guardato storto: non importa noi abbiamo cantato lo stesso. Qualcuno ha sorriso, qualcuno ha applaudito, qualcuno è sceso in strada, qualcuno si è affacciato per salutarci dalla finestra…grazie. Torpignattara piccole storie di ordinaria meraviglia”.

Da redattoresociale.it

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