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Urne vuote, premier felice. Caffè del 24

 

A pagina 2 e 3 di Repubblica. “Renzi esulta: Successo per due a zero. Asfaltato chi ha sostenuto la CGIL e non il governo”. Si tratta di uno di quei famosi “retroscena” e la frase viene pubblicata tra virgolette, dunque va attribuita alla viva voce del Segretario del Pd e Presidente del Consiglio. Corro a leggere il Corriere. Trovo Maria Teresa Meli: “È due a zero per noi, ai duri e puri percentuali ridicole”. È contento Renzi o, almeno, finge di esserlo  tarda notte. “Noi abbiamo vinto e la Lega ha asfaltato i grillini e FI”. “Siamo sopra il 40 per cento, mentre le forze politiche che hanno appoggiato lo sciopero generale hanno percentuali da prefisso telefonico”.

“I Tecnocrati e i burocrati”, quelli che ostacolano “il governo del fare”, naturalmente la vedono in altro modo. “Lo schiaffo dell’astensione” dice in prima, e a tutta pagina, il Corriere della Sera. All’interno pubblica un grafico:  tra le politiche del 2008 e le europee di maggio, la percentuale dei votanti in Emilia Romagna era scesa dall’8o% al 70%. In questi ultimi sei mesi è crollata dal 70 al 37,7. Ha votato poco più di un elettore su 3. “Crolla il voto alle regionali, avviso a Renzi”, la Stampa. “Fuga dalle urne” Repubblica.

Naturalmente il presidente dell’Emilia Romagna sarà Bonaccini,Pd, e Olivero in Calabria. Laggiù sembra essersi sgretolato il sistema di potere della destra. Bisogna vedere quanto veleni si trasferiranno ora nel “Partito della Nazione” e quanto, e come, il nuovo presidente, magari spinto dal nuovo sindaco di Reggio Calabria, Falcomatà, saprà respingere l’assedio della destra, delle logge e della ndrangheta. In Bocca al lupo! Bonaccini, da parte sua, ha evitato il trionfalismo di Renzi, lasciandolo invece alla Lega dell’altro Matteo (Salvini), che pare abbia doppiato Forza Italia. Il Belpaese si ridurrà a un bipolarismo tra neo Partito della Nazione ed ex partito della secessione? Chissà!

Certo rischia di perdere la democrazia. Dai, che bisogno c’è di votare! Abbiamo il governo del fare. Ci basta asfaltare, perché Landini dimentica di votare.  E il parlamento continua a parlare, ecco perché lo dobbiamo spianare. Sì, ha vinto Crozza, la satira reinventa la realtà.

Da corradinomineo.it

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