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Dalla crisi si esce insieme: “Miseria Ladra” a sostegno dell’esperienza di RiMaflow. Trezzano sul Naviglio, 29 novembre

 
La campagna nazionale promossa da Libera e dal Gruppo Abele contro la povertà organizza un incontro pubblico per la fabbrica recuperata e autogestita di Trezzano sul Naviglio. L’obiettivo? Ricostruire democrazia, partecipazione e diritti.

TREZZANO SUL NAVIGLIO, 29 NOVEMBRE. Un incontro pubblico per sostenere il sogno di riscatto di chi non si è arreso alla crisi e per ricordare che da essa si può uscire soltanto tutti insieme, con proposte concrete e prospettive comuni e inclusive: questo è l’obiettivo dell’incontro organizzato per il prossimo 29 novembre da “Miseria Ladra” – la campagna nazionale di contrasto a tutte le forme di povertà promossa da Libera e dal Gruppo Abele – a sostegno di RiMaflow, la fabbrica di Trezzano sul Naviglio recuperata ed autogestita dagli ex dipendenti, licenziati con la chiusura dello stabilimento.

L’incontro si svolgerà alle ore 16.00 presso RiMaflow, in via Boccacio 1, e vedrà gli interventi del coordinatore nazionale della campagna “Miseria Ladra” Giuseppe De Marzo, del giornalista del Fatto Quotidiano Salvatore Cannavò e dei lavoratori e lavoratrici di RiMaflow, nonché la partecipazione delle associazioni di solidarietà sociale, ambientalista, culturali e per la difesa dei beni comuni presenti in zona. L’incontro è rivolto in particolar modo anche alle amministrazioni comunali del territorio del Sud-Ovest Milanese, per avviare un ragionamento condiviso sulle possibili iniziative comuni da intraprendere per uscire dalla crisi e dare speranza e diritti a tutti, anche a chi se li è visti negare.

Miseria Ladra: le proposte. Quello della povertà è un tema ampio e quanto mai attuale, che si lega anche ai recentissimi dibattiti sul tema della casa e degli sgomberi forzati messi in atto lunedì 17 novembre a Milano e che evidenzia un dato allarmante: che nella società caratterizzata da un sempre più diffuso analfabetismo etico “la crisi per molti è una condanna, per altri è una occasione”. Ed è proprio sulla base di questa consapevolezza che Libera e il gruppo Abele hanno promosso “Miseria Ladra” (www.miserialadra.it), la campagna nazionale contro tutte le forme di povertà con proposte concrete capaci fin da subito di dare una risposta alla crisi economica e sociale, di rafforzare la partecipazione e rivitalizzare la nostra democrazia. Proposte che riguardano sia la dimensione territoriale locale – come la richiesta di aumentare i budget di investimento sul sociale, di sospendere l’esecutività degli sfratti per morosità incolpevole e di favorire tutte le forme
di economia civile e sociale – che quella nazionale e comunitaria, come l’introduzione di un reddito minimo di cittadinanza, la resa efficiente del meccanismo di assegnazione ad uso sociale dei beni confiscati alle mafie o lo stop alle politiche economiche comunitarie di Austerity. «Vogliamo uscire dalla crisi tutti e tutte insieme – spiegano i promotori della campagna -, con una visione e delle proposte concrete che sappiano difendere l’interesse generale, restituendo speranza nel futuro. A Trezzano sul Naviglio la campagna vuole sostenere l’esperienza della fabbrica recuperata e autogestita RiMaflow, per il tentativo messo in atto dagli ex dipendenti licenziati con la chiusura dello stabilimento di ricostruirsi dal nulla un progetto di lavoro e di vita».

L’esperienza RiMaflow. Il passaggio da Maflow Spa a RiMaflow è avvenuto dopo la chiusura definitiva dello stabilimento, nel dicembre 2012, quando un gruppo di lavoratori e lavoratrici licenziati ha deciso di tentare un recupero dello stabile ed una riconversione da automotive al riuso e il riciclo di apparecchiature elettriche ed elettroniche, dando così il via ad una vera e propria “Cittadella dell’altra economia”. Le attività all’interno di RiMaflow (letteralmente “Rinascita della Maflow”) sono coordinare da Occupy Maflow, cooperativa che prende il nome dai grandi movimenti di questi anni contro le politiche economiche e sociali liberiste dominanti e i cui soci fondatori sono gli stessi ex lavoratori. Occupy Maflow si ispira alle società di mutuo soccorso e alle grandi esperienze nate agli albori del movimento operaio e si relazione con esperienze analoghe di autogestione in Italia e a livello internazionale, come le fabricas recuperadas argentine o l’Association pour l’autogestion francese.

Info e contatti stampa:
Erica Balduzzi lombardia@libera.it, 338 8919270

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