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Donne vittime e uomini maltrattanti, è rischio competizione anche nei servizi

 

Maschile Plurale, LeNove e D.i.Re hanno riunito le realtà che hanno avviato iniziative per il recupero degli uomini violenti per la messa in rete e la collaborazione. Pregiudizi e fondi, il pericolo di una competizione tra sportelli per uomini maltrattanti e centri antiviolenza per le donne

ROMA – “E’ necessario definire il rapporto tra gli sportelli per uomini maltrattanti e i centri anti violenza: dato il rischio di competizione per i fondi pubblici, dobbiamo capire come collaborare”: Stefano Ciccone, presidente dell’associazione Maschile Plurale spiega così l’esigenza che ha portato all’organizzazione del seminario “La violenza maschile sulle donne al di fuori dell’emergenza”, che ha riunito a Roma gli operatori dei progetti che negli ultimi anni hanno lavorato con gli uomini autori di violenze. Per Ciccone è necessario anche capire “che idea di violenza emerge” da coloro che portano avanti i centri per uomini maltrattanti: “Quella di una patologia di determinati uomini o di un modello culturale maschile pericoloso per tutti?”

“E’ fondamentale la collaborazione tra centri per uomini maltrattanti e centri anti violenza, perché altrimenti c’è contrapposizione”, ha affermato Alessandra Pauncz, che ha fondato il CAM (centro nazionale ascolto uomini maltrattanti) di Firenze dopo aver ha lavorato per 15 anni in un centro anti violenza. Pauncz ha riconosciuto che la contrapposizione può esserci “sia per i pregiudizi” delle operatrici che lavorano con le donne verso chi lavora con gli uomini “che sui finanziamenti”. Per la fondatrice del CAM è inoltre fondamentale che si lavori “sulla base di linee guida europee, con la priorità della sicurezza della vittima”. Tuttavia, ha sottolineato, “non tutti i centri per autori lavorano allo stesso modo”. “I centri per uomini maltrattanti, previsti dalla legge 119 del 2013, saranno ulteriormente regolati da linee guida che devono essere predisposte dal governo, attraverso un documento su cui si sta ancora lavorando”, ha spiegato Pauncz.

Tra le iniziative che oggi promuovono percorsi per uomini autori di violenza vi sono progetti legati alla prevenzione della recidiva nei carcerati, come il Presidio Criminologico Territoriale del Comune di Milano, gestito dal Cipm (Centro Italiano per la Promozione della Mediazione) nato 2009 a seguito delle esperienze di sportelli aperti agli uomini maltrattanti nei due carceri di S. Vittorie e Bollate. “Il presidio è importante per seguire gli autori delle violenze dopo che escono dal carcere”, sottolinea Paolo Giulini, presidente del Cipm. Dal 2009 sono circa 250 gli uomini presi in carico dal presidio, attualmente ne sono in carico 103, seguiti da 10 operatori. L’accesso al presidio è per il 40% spontaneo, mentre per il resto le domande provengono da avvocati che chiedono l’inizio di questo percorso anche per l’ottenimento della custodia cautelare dei loro clienti.

Diversa è l’esperienza dello “sportello di ascolto del disagio maschile contro la violenza familiare” nato a Torino nell’aprile 2009 dall’esperienza dell’associazione “il cerchio degli uomini”, nata nel 1999 “per mettere in discussione il modello culturale maschile dominante”. “Lo sportello agisce un’ora al giorno telefonicamente, successivamente si svolgono incontri presso il centro anti violenza comune di Torino, vicino alla stazione”, spiega Domenico Matarozzo, uno dei 4 counselor che lo gestiscono in parte volontariamente in parte con finanziamenti provinciali. “Dopo la prima telefonata, vi sono alcuni incontri individuali per capire cosa fare”, spiega Matarozzo, poi si indirizza la persona a specialisti psicoterapeuti o psichiatri, a un gruppo di ascolto specifico sulla violenza o a gruppi di condivisione che esistono indipendentemente dallo sportello”. Lo sportello ha seguito ad oggi 130 uomini, un  centinaio sono state le riunioni del gruppo anti violenza.
Una mappatura aggiornata è stata pubblicata in questi giorni sul sito della società di studi e ricerche sociali “Le Nove S.r.l.”, tra i promotori dell’incontro:Www.lenove.org. (Ludovica Jona)

Da redattoresociale.it

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