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Informazione: debole con i forti e forte con i deboli

 

In prima pagina di quasi tutte le testate troviamo una notizia sensazionale: Veronica Lario, già Berlusconi e pure già Bartolini non per matrimonio ma per atto di nascita,  ha perso il secondo grado della causa di mantenimento  intentata contro il marito che, incidentalmente, è uno tra i più ricchi del pianeta. In tal senso la legge sul diritto di famiglia, post rapporto coniugale,  impone all’ex coniuge tra i due più debole post rapporto coniugale, il mantenimento a circa lo stesso tenore di vita che il debole coniuge manteneva ante separazione. In sintesi: la signora Veronica, già Berlusconi e Bartolini, dai 3 (milioni) che percepiva per sentenza di primo grado, dovrà rinunciarne a uno, passando a “soli” due mensili. Sono 36milioni in meno all’anno! Perciò, certamente, la signora “più debole” ricorrerà al terzo grado.

Be’, sì certo, possiamo pur comprendere il senso della “cosa” pubblica (da qui Repubblica)  rapportata ovviamente ai tenori di vita dei coniugi in questione. Infatti, se per esempio si prendesse una moglie (più debole da sempre nel nostro Paese dato che gli stipendi delle femmine sono inferiori a quelli dei maschi) separata dal marito, madre di figli che per lo più con lei andranno a convivere, si riuscirebbe immediatamente a comprendere la ratio legis determinante il più “debole”. Va detto però, per dovere di cronaca, che questo “tipo” di donna madre/moglie tra le tantissime italiane, debole era, debole è e debole resterà in quanto che ove l’ex coniuge decidesse di non più pagare “l’assegno”, nessuna testata s’interesserebbe al suo caso: forse perché non originale, ma comune a centinaia d’altri? Non s’ottiene risposta. Dev’essere  domanda troppo…forte.

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