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Autoriciclaggio: la norma che abbaia ma non morde

 

La tolleranza per i corrotti uscita dalla porta, rientra dalla finestra. Lo si vede dalla formulazione del nuovo testo contro l’autoriciclaggio, che il Ministro della Giustizia Orlando ha finalmente prodotto, dopo un lunga gestazione, dovuta alla ricerca di un pesante compromesso con Forza Italia e NCD.
Il trucco per togliere forza al provvedimento è semplice: basta alzare la gravità dei reati “presupposti” (quelli che generano i soldi sporchi da autoriciclare) considerando solo quelli punti con almeno 5 anni di pena e facendo così rimanere fuori da questa norma tutti i reati con pene minori, ma più ricorrenti, come truffa, elusione fiscale ed altri.

Ma non basta.
Per rendere meno efficacie la norma, si prevede anche una distinzione difficilmente dimostrabile  tra denaro investito in attività economiche (autoriciclaggio punibile) e in godimento personale (non punibile). Un cavillo ideale per impantanare per anni qualsiasi processo su un’utilizzazione ibrida dei fondi tra queste due destinazioni, come spesso accade soprattutto per politici corrotti,. un dettaglio che tradisce il tocco sartoriale di qualche esperto di diritto tra i molti presenti in parlamento.
Insomma, una norma che abbaia, ma non morde.
Ma chi conta sulla distrazione dei cittadini, si sbaglia.

 

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