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Oggi on line, ma domani Unità

 

L’Unità torna, almeno nell’edicola virtuale. A Pietro Spataro e alla redazione i migliori auguri. Che sia un primo passo verso una nuova vita di un gioiello dell’editoria italiana. E sì, stiamo parlando di un oggetto-soggetto prezioso, perché ha reso più grande la carta stampata nel paese dominato dalla televisione. Antonio Gramsci, studiato in molte scuole e università (meno che in Italia) immaginò lo strumento di coesione culturale che ha retto persino durante il fascismo. E oggi? Bene l’edizione on line, dunque; ma sia l’anticipo della resurrezione completa del giornale. Qualcosa è davvero mancato in questi giorni di assenza della testata. Un pezzo di verità è stato come imbavagliato e certamente tanti elettori del partito democratico hanno dovuto fare a meno di un riferimento antico e moderno. Appunto. Il gruppo dirigente del Pd deve uscire da affermazioni generiche e promesse vaghe, come quelle sentite anche in questi giorni, all’apertura della Festa nazionale de l’Unità di Bologna. Che assurdo dedicare il consueto appuntamento al giornale che non c’è. A meno che vi sia qualche sorpresa. C’è da augurarselo davvero. Attenzione, infatti. La credibilità della leadership del partito del 40,8% si gioca proprio su questo passaggio. Si è fuori ciò che si è dentro. Se si lascia morire la propria voce, come si farà a governare seriamente? Insomma: oggi on line, ma domani Unità.

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