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Terzo Premio Roberto Morrione, consegnate le inchieste finaliste

 

I tre lavori finalisti in concorso per la terza edizione del Premio per inchieste televisive intitolato a Roberto Morrione sono stati consegnati alla giuria entro la data stabilita del 30 giugno 2014. I tre lavori – “Una storia sommersa”, “Anello di fumo” e “I camion degli altri” – erano stati selezionati fra i 66 progetti pervenuti lo scorso gennaio. Si tratta di tre inchieste che hanno messo a dura prova i giovani autori, sia sotto il profilo professionale sia sotto quello dell’impegno civile, comportando anche un certo rischio per la scabrosità dei temi trattati. Il verdetto sarà reso noto a settembre a Riccione, quando l’inchiesta giudicata migliore sarà presentata, assieme alle altre, durante la XX edizione del Premio Ilaria Alpi.

– “Una storia sommersa”, di Alessandro Accorsi e Giulia Bertoluzzi, squarcia il velo che copre il contrabbando di reperti archeologici nell’antica terra dei Faraoni, un lucroso traffico clandestino che dall’Egitto conduce in Europa, con la complicità delle mafie internazionali.
– “Anello di fumo”, di Edoardo Belli, Rossella Granata, Elena Risi e Valentina Vivona, svela il contagio della “terra dei fuochi” oltre i confini campani, portando alla luce il fenomeno illegale dei roghi tossici che ora interessa anche la zona di Roma Est e non solo.
– “I camion degli altri”, del ventiduenne Lorenzo Pirovano, indaga sulle condizioni di lavoro degli autotrasportatori; settore che spesso si regge su contratti illegali, concorrenza spietata, sconfinando sovente nelle estorsioni, il tutto con la “colpevole inefficienza” delle normative europee e nazionali.

Significativa novità nell’ambito del Premio Morrione è la pubblicazione, nella collana Fuoristrada dell’editore Kogoi di Roma, de “La Fabbrica dei Mostri”, (www.kogoiedizioni.it/shop/antonella-graziani/la-fabbrica-dei-mostri/) di Antonella Graziani, Valentina Valente e Michele Vollaro, di cui abbiamo pubblicato recentemente la recensione. Si tratta della versione stampata dell’inchiesta televisiva che ha partecipato lo scorso anno alla 2° edizione del Premio. Il libro racconta di vite e dignità negate, di infanzia senza luce, di povertà, e di eroi che cercano di difendere e di restituire alla vita le vittime dello sfruttamento. Il tutto documentato anche dal puntuale dossier fotografico di Fabrizio Farroni.

In un mondo che vede dilatarsi sempre più i confini fra chi per professione fa televisione e chi invece è spinto soprattutto da senso civico e passione per la testimonianza diretta – basta un telefonino per diventare reporter – il Premio Morrione si inserisce a buon diritto fra le più autorevoli iniziative del genere. Ma rappresenta anche un significativo salto di qualità: premia l’idea, promuove e finanzia progetti, assicurando assistenza tecnica e legale ai giovani autori.

Sono qui le ragioni del successo del Premio Morrione fra i giovani aspiranti giornalisti, 123 quelli dell’edizione 2014. Un trend di adesione in continua e netta crescita, mentre vanno consolidandosi i temi proposti, confermando un reale bisogno di conoscenza espresso dalle nuove generazioni: ambiente, immigrazione, mafia, lavoro. Significativa è la grande partecipazione di concorrenti del Sud Italia, come quella di chi partecipa dall’estero: una testimonianza dell’eco internazionale dell’iniziativa. E sono evidenti, dunque, le ragioni per cui Articolo 21 dà anche quest’anno, come nelle passate edizioni, tutto l’appoggio possibile a un’iniziativa che con coraggio va nella direzione intrapresa con forza, fin dal suo nascere, dall’Associazione.

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