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Gli angoli del cerchio di Renato Maggio

 

Renato Maggio da anni produce musica di qualità, in silenzio, a Napoli nella città musicale per eccellenza e sempre con il sorriso sulle labbra. Pian pianino, però, la sua passione di vita è cresciuta, migliorata e dopo il primo disco di esordio, “Tempo ladro”, ha deciso di incidere, con la sua etichetta, MusicApnea, il secondo lavoro, “Gli angoli del cerchio” che convince sia per la qualità musicale che per la genuinità dei testi. Nove tracce, una vera e propria riflessione sulla vita mai fine a se stessa. Eccellente “Oro incolore”, sul dramma della siccità, dove si registra la straordinaria partecipazione del tunisino Marzouk Mejri: “Dicono che la prossima guerra si combatterà per lei a bocca asciutta e senza bandiere…..l’Africa ha sete non è lontana ed io non so che fare…..danza, danza ricco occidente per ore e ore ignori il destino troppi secoli che non fai niente che bella giornata e che bel mattino”. C’è poi “Resisti”, un vero e proprio inno alla vita “presa a calci da tacchetti d’acciaio…dove un bimbo già parla di guerra e la tele è una compagna acerba”.

Renato firma tutti i testi, e in “Viaggio” si affianca quella di Amerigo Grazioso, altro storico elemento della band: “Viaggio e scorre il mondo dietro le mie ruote, corro e schiaccio io il mondo sotto le mie scarpe”. Attente le musiche che lo stesso Maggio realizza con Gianni Guarracino e Mimmo Esposito che rendono gradevole l’ascolto nonostante i temi affrontati si fondono con le sofferenze interiori di chi vive senza riuscire, per fortuna, a sposare la superficialità. Un esempio è “Bastarda notte”, uno sguardo sul buio interiore della propria coscienza. Mentre con “Flavio” si sogna il ’68. Registrato al Big Stone Studio, segnaliamo le chitarre di Mimmo Esposito e Giuseppe Spinelli, tastiere e fisarmoniche di Giosi Cincotti la batteria di Antonio Mambelli. In viale Farnese, a Napoli, dove lo si può trovare ogni giorno Renato Maggio ha messo su una vera e propria scuola musicale, un progetto culturale che nasce dalla semplicità coinvolgendo soprattutto i ragazzi del quartiere. Renato sta già lavorando al prossimo disco, dal sapore sicuramente più etnico. Lo attendiamo impazienti.

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