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A Fiuggi, in omaggio a Vittorio de Sica. Una rassegna che aggrega le maggiori e più attive capitali del turismo ternale europeo

 

Tornare a Fiuggi dopo qualche anno arrreca ‘disagiata’ emozione, almeno a chi vi ha  vissuto per breve e  ‘scontroso’ periodo,   in anni lontani. Quel tanto da scoprire (e fissare nella memoria) romiti, silenziosi itinerari (‘di breve pace interiore’, se non suona retorico) lungo paesini arroccati sui Monti Lepini e Aurinci, nel cuore di una fervida, fertile, ‘intestina’ Ciociaria che ha visto nascersi (e pochi se ne ricordano)  una miriade di maestri del grande schermo  e  altre muse,  da Tommaso Landolfi ai fratelli Bragaglia, da Vittorio De Sica (nella foto) a Nino Manfredi, da Marcello e Ruggero Mastroianni al poeta e performer Gianni Fontana.  Terra sulfurea, futurista, futuribile, testimone- per contrasto- di una sorta di medioevo ‘illuminato’, curioso,quasi bislacco, arroccato tra mura poligonali,  impensabili castelli di estinti casati, pregevoli (spesso anonimi) affreschi di scuola bizantina.

Ad evitare le sviolinature entriamo in merito del Fiuggi Cafè Movie, sesta edizione di una mappa comprendente i  Caffè d’Europa consorzianti le capitali del turismo termale, al fine (lodevolissimo) di ri\promuovere  (potenziare) un genere di turismo culturale e ‘salutare’ puntualmente in crisi ed ancora considerato appannaggio degli anziani artritici (di buon reddito) o di una élite in disarmo derisibile nel suo rito stagionale del ‘passare le acque’- come si diceva nel secolo scorso, accodandosi ai luoghi comuni dei pessimi lettori di Hesse e di Mann.

Ed invece, pimpante nella sua energia di famiglia, eccoci con Emi De Sica, prima figlia di Vittorio, ospite della rassegna mentre ritira, sobriamente e  con la schietta ironia di chi ha sempre “curiosato  ma mai lavorato nel congestionante mondo dello spettacolo” ,  il  riconoscimento ‘di tutto un continente’,  in occasione del quarantennale della scomparsa del padre, giovane  frequentatore delle Terme di Bonifacio nonché    attore brillante  agli esordi nello storico Gran Teatro del minuscolo  centro storico, identico  ad un presepe non appena ritornerà l’inverno, che da queste parti è rigido e nevoso

Mentre  i responsabili dei due festival gemellati – Fiuggi Family Festival e Plein La Bobine della  francese La Bourboule-  espongono   la loro esperienza  di sinergia culturale nell’ambito dell’audiovisivo in vista di   potenziali coinvolgimenti di altri luoghi e  realtà geograficamente comparabili . Presenta infatti –a tale scopo- la  presenza dei delegati delle città termali della rete europea Ehtta.

Tutti in fila per la proiezione della copia restaurata dell’arcadico film di Comencini “Pane, amore e fantasia”, narrante uno strapaese di marescialli disillusi e innamorati (De Sica), ostetriche romantiche e  riluttanti (Marisa Merlini), contadinelle indomite su asinello (Gina Lollobrigida), domestiche dispotiche con voce d’uomo (Tina Pica). Quindi una mostra sul patrimonio ‘ecologico’  locale e il concerto della Banda Musicale di Fiuggi presso la Fonte Bonifacio VIII sulle più famose colonne sonore- seguite da un happening di  arti varie tra le mura medievali di Fiuggi, corredate per l’occasione con delle tele che ne ripercorrono storia e tradizioni locali,  in sinergia con gli attori del “Romanzo Interattivo At the Souce of Culture”.

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Oltre ad Emi De Sica, spicca -per bellezza e disinvoltura- la splendida silohouette di  Daniela Poggi, che di Fiuggi è assidua frequentatrice,   insieme all’ambasciatrice del Ghana in Italia (Evelyn Stolkes-Hayford), che è presidente dell’agenzia Onu World Food Programme,  trainante  alla proiezione del documentario “Jerusalem, Dreams and Reality” di Lia Beltrami, nato dal rivoluzionario progetto Women of Faith for Peace. Di suo, Daniela Poggi, testimonial della giornata nazionale del malato oncologico, invita e  introduce alla proiezione di  “La storia di Francesca”, realizzato (in occasione del Festival) dalla Esa Educazione Salute Attiva e Timmagine, in collaborazione con Pintinox.

A snellire la programmazione provvede poi  Mary Poppins, la  tata più famosa del mondo, che  atterra con il suo ombrellino magico ‘per accendere  di nuovo l’entusiasmo sia i grandi che i piccini’ (cito dal flano di pubblicità). Immediato ‘sold out’ –insomma gran pienone-  per  il musical “Mary Poppins e Mr. Backs”, interpretato e cantato dalla premiata compagnia teatrale del Consiglio dei Giovani di Fiuggi, scritto e diretto da Giorgio Astrei.   Il personaggio, nato nel 1934 dalla fantasia e dalla penna di una dodicenne- Pamela Lyndon Travers- per tirare su il morale ai suoi fratelli e a se stessa, afflitti dalla depressione della madre, venne interpretato per il cinema nel 1964 da Julie Andrews nel film omonimo, campione d’incassi,  prodotto dalla Disney.

Ma questa è una faccenda che già conoscete (o  che potrete ‘ripassare’  in televisione, in un pronosticabile ‘riempitivo’ di lunga estate).

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