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L’abolizione della pena di morte nella politica estera dell’Italia, tra semestre europeo e assemblea generale delle Nazioni Unite, Senato, 9 aprile, ore 17

 

Senato della Repubblica – Sala Nassiriya 9 aprile 2014, ore 17 Piazza Madama, 1

Nell’ambito dell’incontro organizzato dal sen. Gianni Girotto (M5S) e da Amnesty International Italia, l’associazione Iran Human Rights presenterà i dati sulla pena di morte nella Repubblica Islamica dell’Iran nel 2013. Con oltre 687 persone messe a morte, il numero di esecuzioni in Iran nel 2013 è stato il più alto degli ultimi 15 anni. Più del 68% delle esecuzioni ha avuto luogo dopo le elezioni presidenziali del 14 giugno.  Il numero di esecuzioni nel 2013 è stato il più alto degli ultimi 15 anni e il trend non sembra cambiare nel 2014. Le esecuzioni in pubblico sono ancora numerose e il possesso e il traffico di droga restano i capi di imputazione più comuni per le persone messe a morte nel 2013.

Nel 40% dei casi non ci sono stati annunci da parte delle autorità o le esecuzioni sono state fatte in segreto. Tra le persone messe a morte ci sono molti minorenni e molti appartenenti a minoranze etniche. Il sesto rapporto annuale di Iran Human Rights sulla pena di morte in Iran è stato pubblicato in un momento in cui le relazioni tra le autorità iraniane e la comunità internazionale sono in via di miglioramento. Dopo l’elezione di Hassan Rouhani e il successivo accordo provvisorio sul programma nucleare iraniano, diversi alti rappresentanti europei hanno espresso ottimismo o si sono recati in visita in Iran.  Mahmood Amiry-Moghaddam, portavoce internazionale di Iran Human Rights, dichiara: “è un paradosso che le relazioni tra l’Iran e la comunità internazionale stiano migliorando mentre il numero di esecuzioni aumenta. L’elezione di Hassan Rouhani non ha cambiato la situazione. Il miglioramento delle relazioni diplomatiche dovrebbe essere condizionato agli obblighi internazionali sull’uso della pena di morte”.

“Proprio in questa fase politica è fondamentale che anche l’Italia ponga in cima all’agenda della politica estera l’abolizione della pena di morte in Iran”: ha affermato Cristina Annunziata, presidente di Iran Human Rights Italia. “In questa momento cruciale di distensione dei rapporti internazionali con le istituzioni iraniane, il nostro paese non può perdere l’opportunità di imprimere una svolta significativa nel rispetto dei diritti umani nella Repubblica Islamica dell’Iran”, ha concluso Annunziata.  Alla luce dei dati emersi dall’ultimo rapporto di Iran Human Rights sulla pena di morte, l’associazione per i diritti umani chiede, inoltre, che le autorità iraniane consentano l’accesso nel paese del relatore speciale delle Nazioni Unite.

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