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San Vito dei Normanni, bomba contro auto Assessore all’Ambiente

 

di Rosanna Picoco 

Puglia,  poche ore prima il Consiglio comunale aveva votato per la revoca dell’ok all’ampliamento della discarica della galassia Cerroni, il “re della monnezza”

Nel pomeriggio di venerdì 21 marzo il consiglio comunale di San Vito dei Normanni (Br) ha votato all’unanimità un ordine del giorno: chiedere alla Regione Puglia di revocare le autorizzazioni alla Formica Ambiente srl per l’ampliamento della discarica, posta a soli 5 chilometri dal centro abitato.  E solo poche ore più tardi un’esplosione ha portato in strada gli abitanti della cittadina del brindisino. Un ordigno è esploso alle 22.25, posizionato sotto l’auto dell’assessore Gianvito Ingletti, assessore con delega alle Attività Produttive e all’Ambiente e alle Energie Rinnovabili. La deflagrazione non ha causato un incendio, ma solo danni alla vettura e tanta preoccupazione. Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri.  Si cerca di capire quali motivi hanno portato a questo grave gesto per verificare se sia riconducibile all’attività amministrativa dell’assessore.

Una strana coincidenza che l’esplosione sia coincisa con il consiglio comunale e con la manifestazione indetta per sabato 22 marzo davanti ai cancelli della discarica, una coincidenza che non lascia indifferenti.  Nella zona di Autigno – Formica – Mascava sono tante le discariche in uso o dismesse che raccolgono i rifiuti dell’intero bacino del brindisino e da qualche mese anche di alcuni comuni del sud barese. Da mesi i cittadini e le associazioni chiedono di essere ascoltati e cercano di tutelare il proprio territorio e la propria salute. La detonazione ha purtroppo risvegliato paure dimenticate, quando poco più di 20 anni fa, gli amministratori sanvitesi subirono attentati alla proprie abitazioni nel periodo in cui si discuteva del Piano regolatore generale. Finché le indagini non si concluderanno, si tratta solo di ipotesi quelle che collegano l’esplosione all’attività politica di Ingletti.

L’unica certezza di questa vicenda è che la Formica Ambiente srl, con sede legale a Roma, è sotto amministrazione giudiziale dal 2009 per la scoperta di rifiuti non autorizzati all’interno della discarica. I titolari della società che gestisce il sito sono, infatti, accusati per reati ambientali nel processo tuttora in corso. La stessa azienda era stata messa sotto osservazione dalla Commissione Parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Gli amministratori finiti nel mirino dell’inchiesta del Noe di Lecce del 2009 sono storici uomini di fiducia di Manlio Cerroni, il re della monnezza. E portano infatti a ricollegare la discarica di Formica alla galassia di Cerroni e alla discarica di Pianura di Napoli. Nomi che ritornano e indagini che si intrecciano. Basterebbe ricollegare i diversi fili di questa storia iniziata nel 1992, una storia di rifiuti e di traffici tra Brindisi e Napoli.

Da liberainformazione.org

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