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Latina. Ecco il “Manifesto dell’informazione locale”

 

Presentato all’incontro “Silenzi e veleni, vent’anni dopo Ilaria Alpi: l’informazione 2.0″ durante la giornata della memoria per le vittime di mafia di Libera

Dieci principi da seguire per tutelare l’informazione locale e il diritto dei cittadini di essere informati sul ciò che accade nel loro territorio: sono elencati nel Manifesto dell’informazione locale dei giornalisti del Basso Lazio presentato a Latina il 22 marzo 2014 durante la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie” organizzata dall’associazione Libera con Avviso Pubblico.

“Questo documento ha lo scopo di rafforzare l’autonomia dei giornalisti e delle testate locali, ed è nato proprio qui, in provincia di Latina, in un territorio nel quale molti giornalisti hanno subito una serie di intimidazioni e minacce: alcuni di noi sono stati cacciati da conferenze stampa, ad altri è stato impedito di accedere a sedi di istituzioni pubbliche. Il mio giornale ha ricevuto 22 querele dal presidente del Consiglio provinciale”, ha spiegato la giornalista Graziella Di Mambro di Latina Oggi.

“Libera, Associazione Stampa Romana e Ossigeno ci hanno suggerito di scrivere questo manifesto e ci hanno aiutato a redigerlo”, ha aggiunto, introducendo così l’incontro intitolato “Silenzi e veleni, vent’anni dopo Ilaria Alpi: l’informazione 2.0″, a cui hanno partecipato Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per l’Informazione, Paolo Butturini, segretario dell’Associazione Stampa Romana, Santo Della Volpe, direttore di Libera Informazione e i giornalisti Toni Mira, Andrea Palladino e Luciano Scalettari.

“Si tratta”, ha commentato Spampinato, “di un’iniziativa importante, che oltre a tutelare la libertà e la sicurezza dei giornalisti, vuole favorire la diffusione di quelle notizie che di solito ai cittadini non arrivao. Mi auguro che da Latina”, ha concluso, “possa partire un’importante iniziativa per liberare l’informazione italiana”.

Di seguito i dieci punti del manifesto:

1) L’informazione è la sentinella delle istituzioni sul territorio e il garante della legalità;

2) I giornalisti assumono l’impegno a tenere alta la dignità dell’informazione locale, operando nel rispetto delle regole deontologiche della professione;

3) I giornalisti locali, più esposti dei colleghi impegnati nelle testate nazionali ai rischi di pressioni e/o minacce, debbono tutelarsi confrontandosi costantemente e condividendo l’attenzione verso gli accadimenti nel territorio in cui operano;

4) Le querele temerarie subite dai giornalisti nell’espletamento della funzione di controllo dei fenomeni di illegalità debbono essere considerate un attacco comune a tutta la categoria;

5) I giornalisti locali auspicano che le associazioni di categoria e gli altri ordini professionali che operano nel tessuto socio-produttivo del territorio facciano proprie queste istanze nell’obiettivo comune di garantire la trasparenza delle procedure amministrative;

6) Le istituzioni pubbliche locali debbono tutelare il diritto all’informazione garantendo l’agibilità della professione giornalistica in tutte le sedi;

7) La categoria dei giornalisti si impegna a favorire l’accesso alla professione dei giovani aspiranti colleghi tutelandone i diritti e monitorando l’osservanza da parte loro dei principi deontologici e dei doveri professionali;

8) I giornalisti locali impegnano l’Ordine, la Federazione della Stampa Italiana e i sindacati delle altre categorie del settore a garantire l’applicazione dei principi di legalità e trasparenza contro lo sfruttamento del lavoro nero nelle redazioni di tutti i media poiché per tutelare la legalità in tutte le sedi è necessario partire dal nostro interno;

9) I giornalisti locali auspicano che la società civile, che fruisce del “bene comune” dell’informazione, si faccia attivamente parte in causa per garantire il loro diritto ad essere informati e la libertà di espressione e di critica dei giornalisti;

10) I giornalisti si impegnano ad esercitare in forma assembleare un’azione periodica di controllo sul rispetto dei principi costitutivi di questo manifesto.

MF

Da ossigenoinformazione.it

Presentato all’incontro “Silenzi e veleni, vent’anni dopo Ilaria Alpi: l’informazione 2.0″ durante la giornata della memoria per le vittime di mafia di Libera

Dieci principi da seguire per tutelare l’informazione locale e il diritto dei cittadini di essere informati sul ciò che accade nel loro territorio: sono elencati nel Manifesto dell’informazione locale dei giornalisti del Basso Lazio presentato a Latina il 22 marzo 2014 durante la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie” organizzata dall’associazione Libera con Avviso Pubblico.

“Questo documento ha lo scopo di rafforzare l’autonomia dei giornalisti e delle testate locali, ed è nato proprio qui, in provincia di Latina, in un territorio nel quale molti giornalisti hanno subito una serie di intimidazioni e minacce: alcuni di noi sono stati cacciati da conferenze stampa, ad altri è stato impedito di accedere a sedi di istituzioni pubbliche. Il mio giornale ha ricevuto 22 querele dal presidente del Consiglio provinciale”, ha spiegato la giornalista Graziella Di Mambro di Latina Oggi.

“Libera, Associazione Stampa Romana e Ossigeno ci hanno suggerito di scrivere questo manifesto e ci hanno aiutato a redigerlo”, ha aggiunto, introducendo così l’incontro intitolato “Silenzi e veleni, vent’anni dopo Ilaria Alpi: l’informazione 2.0″, a cui hanno partecipato Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per l’Informazione, Paolo Butturini, segretario dell’Associazione Stampa Romana, Santo Della Volpe, direttore di Libera Informazione e i giornalisti Toni Mira, Andrea Palladino e Luciano Scalettari.

“Si tratta”, ha commentato Spampinato, “di un’iniziativa importante, che oltre a tutelare la libertà e la sicurezza dei giornalisti, vuole favorire la diffusione di quelle notizie che di solito ai cittadini non arrivao. Mi auguro che da Latina”, ha concluso, “possa partire un’importante iniziativa per liberare l’informazione italiana”.

Di seguito i dieci punti del manifesto:

1) L’informazione è la sentinella delle istituzioni sul territorio e il garante della legalità;

2) I giornalisti assumono l’impegno a tenere alta la dignità dell’informazione locale, operando nel rispetto delle regole deontologiche della professione;

3) I giornalisti locali, più esposti dei colleghi impegnati nelle testate nazionali ai rischi di pressioni e/o minacce, debbono tutelarsi confrontandosi costantemente e condividendo l’attenzione verso gli accadimenti nel territorio in cui operano;

4) Le querele temerarie subite dai giornalisti nell’espletamento della funzione di controllo dei fenomeni di illegalità debbono essere considerate un attacco comune a tutta la categoria;

5) I giornalisti locali auspicano che le associazioni di categoria e gli altri ordini professionali che operano nel tessuto socio-produttivo del territorio facciano proprie queste istanze nell’obiettivo comune di garantire la trasparenza delle procedure amministrative;

6) Le istituzioni pubbliche locali debbono tutelare il diritto all’informazione garantendo l’agibilità della professione giornalistica in tutte le sedi;

7) La categoria dei giornalisti si impegna a favorire l’accesso alla professione dei giovani aspiranti colleghi tutelandone i diritti e monitorando l’osservanza da parte loro dei principi deontologici e dei doveri professionali;

8) I giornalisti locali impegnano l’Ordine, la Federazione della Stampa Italiana e i sindacati delle altre categorie del settore a garantire l’applicazione dei principi di legalità e trasparenza contro lo sfruttamento del lavoro nero nelle redazioni di tutti i media poiché per tutelare la legalità in tutte le sedi è necessario partire dal nostro interno;

9) I giornalisti locali auspicano che la società civile, che fruisce del “bene comune” dell’informazione, si faccia attivamente parte in causa per garantire il loro diritto ad essere informati e la libertà di espressione e di critica dei giornalisti;

10) I giornalisti si impegnano ad esercitare in forma assembleare un’azione periodica di controllo sul rispetto dei principi costitutivi di questo manifesto.

MF

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