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Diffamazione? Sei tutelato solo sulla carta stampata, il caso di Paola Bacchiddu

 

“Ho solo fatto il mio lavoro esercitando il diritto di cronaca, dovere che spetta a tutti i giornalisti”. Così Paola Bacchiddu, giornalista freelance, commenta la querela che la vede citata in giudizio per un articolo pubblicato su Linkiesta. Racconta la Bacchiddu: “ho riportato il virgolettato di un esposto della Procura grazie al quale è stato aperto un fascicolo d’indagine dove il querelante è stato indagato”. Ma facciamo un passo indietro, così per capire come sono andate le cose. Paola Bacchiddu, all’epoca dell’inchiesta, era inquadrata come articolo 1 e azionista del neonato giornale online Linkiesta, testata regolarmente registrata al tribunale di Milano.

Per chi non lo sapesse, la forma contrattuale intesa come articolo 1 del contratto nazionale di lavoro giornalistico è quella più sicura, oltreché più retribuita, poiché prevede che la tutela legale del giornalista sia a totale carico del giornale per cui lavora.

Spiega la Bacchiddu a Lsdi che dopo la pubblicazione dell’articolo non ha ricevuto nessuna richiesta di rettifica né è stata fatta alcuna smentita da parte degli interessati. Eppure qualche giorno fa, a distanza  di due anni da quella pubblicazione, le è arrivata una citazione in giudizio, mentre la posizione dell’allora direttore del giornale, Jacopo Tondelli, è invece stata archiviata. Il motivo di tale archiviazione risiede in quello che in giurisprudenza viene chiamato “malam partem”: cioè, le leggi che vigono per la carta stampata non valgono per la stampa online motivo per cui il direttore è stato sollevato dall’ omesso controllo (ex art. 57 codice penale)… Leggi tutto su Lsdi.it

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