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“Becco di rame” e il sogno di diventare mascotte di Rio 2016

 

La storia dell’oca morsa al becco da una volpe e salvata grazie alla protesi di rame ideata dal dottor Briganti gira per scuole e ospedali pediatrici. “Quando tutto sembra perduto, ci sono sempre nuove possibilità di rialzarsi”

ROMA – Ottorino è una meravigliosa oca maschio di razza Tolosa di oltre otto chili e dal lungo collo. Va spesso nelle scuole, tra bambini e ragazzi, a portare il suo messaggio: mai arrendersi, le prove che attraversiamo ci rendono più forti, le diversità non sono un limite ma possono trasformarsi in ulteriore forza e nuove possibilità. Da oltre un anno Ottorino è diventato “becco di rame” e la sua storia, straordinaria come solo la realtà sa essere, è diventata anche un libro. La sua è una storia di coraggio e riscatto, di ingegno e accoglienza delle differenze. Durante una notte scura Ottorino lotta con una volpe che aveva attaccato le oche della fattoria, si para davanti all’animale e combatte, emette soffi e grida. Ma l’oca ha la peggio, perché la volpe gli trancia il becco con un morso. Per giorni e giorni, sotto le cure amorevoli della proprietaria della fattoria Paola Bartolini a Figline Valdarno, Ottorino non riesce a mangiare né a bere ed è molto indebolita. La signora Bartolini la imbocca tre volte al giorno inserendole con il dito il cibo nella gola, ma capisce che così non si può continuare. Si rivolge allora al veterinario Alberto Briganti, che mai si era trovato davanti un caso simile. E occorreva fare presto. Capì subito che era necessaria una protesi e qui l’ingegno ha risolto una situazione che poteva sfociare in dramma per l’animale. “Ho deciso di utilizzare il rame perché è ben modellabile – ha raccontato il veterinario -, è un materiale che sono abituato a usare per i miei hobby”. Dopo il modello in carta velina e il calco, ecco dunque il becco di rame, che il medico cuce ad Ottorino con un filo d’acciaio per uso ortopedico. Anche bello a vedersi, quel color rame accanto alle piume cinerine dell’oca. Il miracolo è che Ottorino ha subito familiarizzato con la protesi e dal giorno successivo all’impianto ha ripreso a mangiare e bere da solo e con il passare del tempo è divenuto più forte di prima. E anche gli altri animali della fattoria, a cominciare dalle oche, lo hanno accolto subito dimostrando di non avere alcun problema di fronte a quel becco artificiale.

Il libro. Da questa lezione di superamento degli ostacoli e di integrazione delle differenze è nato un libro: “Becco di rame” racconta le vera storia di Ottorino (50 pagine con illustrazioni a colori e un cd allegato). Non solo è uno dei libri più venduti tra le strenne natalizie (la libreria Mondadori di Spoleto, città di origine di Alberto Briganti, riferisce che è stato il libro più venduto nel periodo natalizio dopo quello di Fabio Volo), ma, oltre che nelle scuole, è anche entrato in alcuni ospedali pediatrici portando il suo messaggio. Il 9 febbraio “Becco di rame” sarà al Meyer di Firenze, dopo che un team di psicologi ha studiato il libro per valutarne la sua portata sui piccoli degenti. “Si tratta della prima esperienza in ospedali pediatrici, speriamo di ampliarla anche ad altri: perché finalmente si tratta di una favola per bambini che nasce da una storia vera che è molto più preziosa del mondo virtuale che li circonda. Becco di rame parla ai bambini di temi importanti come l’amore e la natura, il rispetto per gli animali, la diversità e la condivisione”. Penso che sia un libro utile, contiene dei valori che aiutano i bambini e attraverso questa storia gli adulti possono spiegare ai piccoli concetti importanti del mondo reale”. Al momento ha accolto l’invito a far entrare la storia tra le camerette anche il San Raffaele di Milano.

Valori per i bambini. Per Briganti “i contatti con i bambini sono belli sopra ogni cosa. Durante un incontro in una scuola di Firenze un bambino mi ha abbracciato le gambe e mi ha detto ‘Tu sei un grande’ – racconta il veterinario -. E in una scuola di Spoleto bambini e maestre ci hanno fatto trovare impronte di oche, realizzate con stampini, a segnare il percorso verso l’aula dove ci saremmo dovuti incontrare. Sono segni della grande bellezza e attenzione che sono dentro le nostre scuole”. Altri incontri sono in agenda con classi di tutta Italia. “Perché Becco di rame rappresenta un grande successo? Finalmente è una bella storia vera che in un clima di degrado generale è una boccata d’ossigeno per tutti coloro che credono ancora nell’impegno dell’uomo nel tutelare la vita e i valori ad essa connessi – dice Alberto Briganti -. Salvare Becco di rame è l’esempio di ciò che può accadere ad ognuno di noi nella vita di tutti i giorni e dei nostri piccoli salvataggi e delle nostre opere buone. Insegna che anche le cose difficili sono possibili, basta volerlo. Insegna a tutti coloro che hanno difficoltà  e che soffrono che si possono ottenere grandi risultati con massimo impegno e voglia di fare. Oggi mentre le piccole grandi cose sembrano essere spazzate via dallo stress e dall’indifferenza, si può assistere all’amore dei proprietari di Ottorino  – prosegue Briganti – che sono l’immagine per eccellenza di persone con una vita semplice ma finalizzata a fare del bene”.

Sostegno allo sport per disabili. I proventi di Becco di rame – e della eventuale serie che ne potrebbe scaturire, di un eventuale film e prodotti a marchio Becco di rame e donazioni – vanno alla Fondazione omonima creata appositamente (appena un mese fa) per sostenere le realtà di sport per disabili sui territori italiani e per la cura e il  recupero di animali selvatici in difficoltà. Spiega Briganti, che da sportivo ha conseguito ottimi risultati nella pallavolo, nella corsa e nello sci di fondo: “La Fondazione Becco di rame vuole aiutare tutto il mondo sportivo dei giovani atleti appartenenti al mondo dei protesici-disabili, siamo a disposizione delle associazioni e delle famiglie. Questi giovani atleti devono vedere nello sport un’altra grande opportunità di vita. Becco di Rame vuole essere per loro una conferma che, nonostante le difficoltà, il valore del loro impegno supera tutti gli stili di vita che per noi sembrano normali, e che sono loro le persone veramente speciali che affrontano e vincono gare sportive e le grandi sfide che la vita gli riserva. Il personaggio Becco di Rame dimostra nella favola, così come i disabili nella vita, che, dopo incidenti gravi, si può essere migliori di prima e vuole diffondere questo valore”. Con un sogno, che l’ingegnoso veterinario Briganti non nasconde: poter far partecipare  Copperbeak, ovvero Ottorino becco di rame e il bel messaggio che la sua storia contiene, alla selezione per la mascotte delle Paralimpiadi di Rio 2016. (Elisabetta Proietti)

Da redattoresociale.it

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