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Qualcuno sui conti tv ci conta frottole

 

Il Dg Rai Gubitosi, neo Carosio dei bilanci, copia il ‘quasi goal’ del mito e s’inventa il ‘quasi pareggio’. La Rai come la Croce Rossa e Mediobanca, inelegante, le spara addosso. Sentenza lapidaria: la peggiore industria televisiva per risultati economici. In realtà La7 riesce a fare peggio e Mediaset non ride. La televisione costa molto, ma è cultura, lavoro, impresa. Spesso sprechi. C’è la possibilità o la speranza una tv virtuosa?

Mediobanca sulla Rai. La Rai è la peggiore industria televisiva tra i grandi nomi della tv in fatto di risultati economici negli ultimi cinque anni. Lo afferma uno studio di Mediobanca R&S. Nonostante il canone di abbonamento alla tv pubblica sia aumentato costantemente in questo quinquennio fino a raggiungere il 7,9% di aumento, per un incasso complessivo dagli abbonamenti di 8,3 miliardi di euro, Mamma Rai ha accumulato perdite complessive per 408 milioni di euro.

Rai e il ‘quasi pareggio’. La Rai quest’anno chiuderà i conti “vicino al pareggio”. L’eufemismo contabile è del direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, in un incontro a Milano. Secondo il dg i conti della tv di Stato sono in miglioramento “veloce” e quest’anno l’azienda chiuderà “vicino al pareggio”. “I conti stanno migliorando velocemente. Abbiamo perso 185 milioni nei primi nove mesi dell’anno scorso, quest’anno sono intorno ai 2-3 milioni. “Un miglioramento del 98%”.

Mediaset, meno soldi. Calano i ricavi ma diminuiscono anche le perdite. Sono i dati economici registrati nei primi 9 mesi 2013 da Mediaset. Cologno monzese ha fatto segnare una perdita di 27,3 milioni nel periodo gennaio-settembre dopo il rosso di 45,9 milioni accusato nello stesso periodo 2012, il primo da quando è quotata in Borsa. I ricavi scendono a 2.390 milioni contro 2.655 dei 9 mesi 2012, ma il gruppo vede pubblicità in miglioramento e taglio costi in anticipo sulle stime.

UsigRai sul canone. Il canone Rai “non è un totem” per il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico, “ma serve un sistema che dia alla Rai certezza di risorse”. “Ad oggi l’evasione del canone tocca livelli senza pari in Europa, il nuovo contratto di servizio non risolve il problema e non c’è azienda che possa essere sana senza certezza di risorse”, denuncia il segretario dei giornalisti Rai Vittorio di Trapani. “Con un recupero dell’evasione si può decidere un abbassamento del canone”.

Rai greca alla fine. Tensione ad Atene dove la polizia ha fatto sgomberare la sede dell’ex radio-televisione pubblica Ert, occupata dai giornalisti licenziati dopo la decisione del governo di chiudere l’emittente. Gli agenti hanno fatto irruzione nei locali di Ert alle prime ore dell’alba, scortando poi fuori circa 200 persone. Nikos Tsimbidas, rappresentante sindacale e il leader di Pospert, il giornalista Panagiotis Kalfagiannis con altri 3 ex dipendenti sarebbero stati arrestati.

La Babele dei numeri. Nel bilancio 2012 di Viale Mazzini i ricavi da canone hanno toccato il record di 1.729 milioni (salendo al 64% del totale del fatturato) senza però riuscire a compensare il calo di quelli da pubblicità, ridotti in cinque anni di oltre un terzo (-37,3%). Il fatturato della Rai è sceso dai 3.137 milioni del 2008 ai 2.677 milioni del 2012 (-14,7%). Nessuno ha fatto peggio tra i big della tv dicono le severe valutazioni di Mediobanca R&S. Non quasi goal e non quasi pareggio.

Pubblicità Sipra. Nello stesso arco di tempo, Mediaset ha conseguito 1.021 milioni di utili e Sky Italia 802 milioni. Tra il 2008 e il 2012, inoltre, Mediaset ha regalato ai soci 1.193 milioni di dividendi, Sky 630 milioni mentre per trovare una cedola della Rai al Tesoro occorre risalire al 2004. Anche in fatto di pubblicità la tv pubblica è quella che perde di più. Nell’ultimo quinquennio, infatti, Mediaset ha perso il 18,7% di pubblicità (la metà della Rai), La7 il 20%, Sky l’8%.

Publitalia spera. Primo timido segnale positivo sul fronte pubblicitario per Mediaset, un leggero miglioramento (+0,1%) nel terzo trimestre 2012. La raccolta pubblicitaria complessiva di Publitalia ’80 e Digitalia ’08 dei primi nove mesi 2013 si è attestata a 1.431 milioni rispetto ai 1.655 milioni del 2012 (-13,5%). Nei primi sei mesi di quest’anno i peggiori, con un secco -17,5%. Meglio Mediaset Premium che cresce a 410 milioni rispetto ai 382 dei primi nove mesi del 2012 (+7,3%).

Gli occupati. Valutazioni dal punto di vista occupazionale. I dipendenti Rai sono 11.600, in aumento del 3% in 5 anni e costano 88mila euro lordi medi ciascuno. Stesso tasso di crescita di Sky. Solo che la tivù di Murdoch ha solo 4mila dipendenti, pagati in media 55mila euro. Mediaset ne ha 6.250 (stipendiati poco più che quelli Rai), ha ridotto la forza lavoro dell’1 per cento. Sky ha aumentato il fatturato per dipendente da 673 a 702mila euro, quello Rai è sceso da 278 a 231mila.

Produttività. In quanto a produttività -sito di RaiNews24- Sky e Mediaset viaggiano su un altro pianeta. Il valore aggiunto per dipendente dei due gruppi privati è simile (103-105mila euro) e ben lontano da quello delle reti pubbliche, sceso da 96 a 76mila euro. Con un canone che cresce allo stesso ritmo degli abbonamenti pay e il doppio o triplo dei dipendenti dei due concorrenti, in 5 anni la Rai ha accumulato 408 milioni di perdite, a fronte dei 1.100 di utile Mediaset e degli 802 di Sky.

La7 batte Rai, in discesa. Decisiva la scarsa efficienza produttiva. Rapporto costo lavoro/valore aggiunto prodotto. Nel 2012 Sky era al 53%, migliore di quella di Mediaset (85%) e della Rai, che arriva al 116%. Oltre il 100% vuol dire che il prodotto vale meno di quanto ti costa. Capitolo a parte per La7. Nel periodo 2008-2012 le perdite di TiMedia sono arrivate a 546 milioni. Peggio della Rai. A La7 il costo del lavoro unitario è il più alto (94mila euro annui), e il valore aggiunto è negativo.

da www.remocontro.it

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