La Casellati e Malan sui senatori a vita: “Non hanno meriti sufficienti”. Ma candidarono quello che oggi è un pregiudicato per il Nobel per la Pace

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La notizia piomba in un Transatlantico in attesa della sentenza della Consulta sul Porcellum, la legge elettorale che ha tolto il diritto ai cittadini di scegliere i propri eletti in Parlamento. A Forza Italia non è andata giù la partecipazione dei senatori a vita sul voto per la decadenza di Silvio Berlusconi al Senato e così due membri della Giunta per le Elezioni, Lucio Malan ed Elisabetta Casellati contestano la nomina degli ultimi 4 senatori a vita: meriti non sufficienti. E hanno richiesto un rinvio della convalida per l’acquisizione della documentazione necessaria, non considerando “sufficienti” i loro meriti.
“Pur rispettando il Capo dello Stato e i quattro nominati, dalle carte trasmesse alla Giunta, non sono emersi elementi sufficienti ad identificare gli ‘altissimi’ meriti scientifici della prof. Cattaneo né gli ‘altissimi meriti sociali’ attribuiti a tutti e quattro”, hanno spiegato Malan e la Casellati.I senatori a vita, i cui meriti sono contestati da Forza Italia, sono il direttore d’orchestra Claudio Abbado, la ricercatrice Elena Cattaneo, l’architetto Renzo Piano e il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, tutti scelti dal Presidente della Repubblica il 30 agosto scorso.
Risponde loro il capogruppo al Senato del Pd, Luigi Zanda: “Forza Italia non ricominci con gli attacchi volgari ai senatori a vita. Da ogni punto di vista la si guardi, la questione avanzata nella giunta delle elezioni dai senatori Malan e Casellati sulla sussistenza dei requisiti per la convalida dei senatori a vita è ridicola. I senatori Rubbia, Piano, Cattaneo e Abbado  rappresentano il meglio della cultura, ricerca, lavoro italiani. Rappresentano per il mondo intero la parte migliore del nostro Paese e per questo sono motivo di grande orgoglio per l’Italia”.

Chissà se Malan e la Casellati avevano sottoscritto la richiesta mandata per l’assegnagnazione del Nobel per la Pace al condannato con sentenza definitiva Silvio Berlusconi, decaduto da senatore e con una serie di processi in corso, rinvii a giudizio e sentenze di primo grado che lo indicano come colpevole di diversi reati. Era il  30 aprile del 2009 e a Roma si costituì il Comitato per la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010, da un’idea di Giammario Battaglia –  Coach & Spin Doctor. Il Comitato, raggiunto lo scopo prefisso, si è sciolto il 30 gennaio 2010. Dopo aver raccolto oltre 16.000 adesioni in tutta Italia, il Comitato, il 16 gennaio 2010, ha inviato la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010 al Comitato Nobel Norvegese.
Fortunatamente non c’è stata alcuna risposta!
La domanda è: quali sono gli alti meriti sociali, culturali, economici, giudicati sufficienti da Casellati e Malan? Forse servono sentenze passate in giudicato per meritare la nomina a Senatore a vita? Non basta essere un premio Noberl come Rubbia, una straordinaria ricercatrice come Elena Cattaneo, un Architetto riconosciuto in tutto il mondo come Renzo Piano e uno dei migliori direttori d’orchestra al mondo come Claudio Abbado?

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