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Sostituzione

 

Tutto il PDL si lamenta della velocità con cui la Cassazione ha definito la durata dell’interdizione di Berlusconi.
Come se la lentezza della giustizia fosse una tutela giuridica ormai introdotta dalla consuetudine.
Questa valutazione dà tutta la distanza che esiste tra gli interessi dei disonesti e quelli del Paese.

Infatti, la lentezza dei processi pesa sulle vittime del reato e spesso le dissuade dall’agire in giudizio, rafforzando così il senso d’impotenza di chi è corretto e il senso di onnipotenza di chi è scorretto.
Sul piano economico, la lentezza dei processi si traduce nella mancanza di tutela del credito.
E senza questa garanzia, le imprese straniere non vengono ad investire in Italia e quelle nazionali sono taglieggiate dai pagatori “senza fretta”.
La lentezza incoraggia così a frodare la legge e il fisco, privando gli onesti dei loro diritti e lo Stato della certezza delle entrate necessarie alla collettività.
E’ ora di capire che il berlusconismo è stato il più bloccante freno alla competitività delle aziende, a vantaggio di un solo gruppo industriale; il più devastante promotore di ingiustizia, ma a vantaggio di un solo grande privilegiato.
Avremo vera ripresa civile ed economica, non quando Berlusconi sarà ai domiciliari, ma quando sarà culturalmente interdetta la furbizia che mira al privilegio.
E sostituita con la lealtà che si fida delle regole.

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