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Siria, oltre 200mila morti dall’inizio del conflitto

 

In questo momento l’apprensione riguardo la vita di Padre Paolo Dall’Oglio è alta, già dai primi giorni della sua sparizione si sono rincorse notizie e smentite sui fatti che lo riguardavano, poche ore fa è stato diffuso l’annuncio della sua morte, ma al momento non c’è stata alcuna conferma. Il sequestro di Padre Dall’Oglio e quello di Domenico Quirico sono stati seguiti dalla Farnesina e dai media, l’attenzione sulla loro sorte non può assolutamente diminuire, come non deve diminuire l’attenzione verso la Siria. I dati riguardo le vittime in questo paese sono impressionanti, secondo l’Osservatorio dei diritti umani in Siria ci  sarebbero stati oltre 200.000 morti dall’inizio del conflitto (marzo 2011). Milioni sono i profughi, recentemente Amnesty International ha mostrato le immagini dei bombardamenti sistematici sulla città di Aleppo. Abbiamo più volte parlato dei bambini siriani, delle persone che vivono in condizioni drammatiche dove ricevere ogni tipo di assistenza e sostentamento è difficoltoso e delle condizioni dei profughi. E’ necessario riflettere sui numeri di questa tragedia e pensare che quando parliamo di vittime parliamo di padri, madri, amici, persone che come noi amano, si arrabbiano e lottano per cercare di dare il meglio ai loro cari. Credo che sia assolutamente necessario considerare ogni popolazione come un’entità complessa ma fatta di sentimenti comuni, sentimenti identici ai nostri. Ancora oggi la comunità internazionale non ha preso alcuna decisione  in merito ad un intervento che possa portare ad una risoluzione di questo conflitto. Il Presidente siriano Assad ha dichiarato nei giorni scorsi che la crisi non sarà risolta se non sciacciando il “terrorismo”. Ogni risoluzione che preveda l’uso del buon senso appare sempre più lontana mentre il conflitto si allarga e rischia di interessare altri paesi. “Solo la solidarietà può guarire Damasco” queste sono le parole che Padre Dall’Oglio aveva rilasciato in una recente intervista a lettera43.it. In quella stessa intervista diceva che per uscire dall’impasse di questa guerra è necessario riconoscere il popolo del Mediterraneo come un unico popolo e che pensare di lasciare da solo  l’Islam a risolvere i propri problemi è un grave errore che non fa altro che accrescere il rancore islamico nei confronti dell’Occidente. Padre Dall’Oglio, convinto sostenitore del dialogo interreligioso, alla domanda se questo dialogo fosse una via per la pace aveva risposto che nessuno, ebrei, musulmani, cattolici, indù, buddisti, può fare a meno degli altri. “Siamo complementari, ma non impermeabili. Siamo chiamati a creare delle fusioni a caldo, prodotte dall’amore fraterno.” Anche nel momento in cui scrivo continuano a susseguirsi notizie e smentite sulla morte di Padre Dall’Oglio ed è davvero difficile capire come stiano i fatti. Credo però che valga la pena riflettere sulle sue parole e non perdere mai la speranza di pace che solo col dialogo si può costruire.

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