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Egitto. SEL denuncia forniture armi italiane a esercito egiziano, forse usate nelle piazze in queste ore

 

Il ministro degli Esteri ha annunciato il blocco delle esportazioni di armi italiane all’esercito egiziano, peccato che negli ultimi anni le esportazioni  di armi italiane all’Egitto sono state in costante crescita e hanno visto il nostro Paese tra i cinque maggiori fornitori di armamenti tra i paesi dell’Unione europea alle Forze Armate egiziane.
Ad affermarlo il capogruppo di Sel in commissione Esteri a Montecitorio, on. Arturo Scotto, ricordando l’ultima interrogazione in merito del 1 agosto scorso.
Le autorizzazioni ministeriali – prosegue l’esponente di Sel – per forniture di armi e sistemi militari italiani all’Egitto nel 2010 non superavano i 10 milioni di euro, sono salite a oltre 14 milioni di euro nel 2011 e lo scorso anno, col governo Monti, hanno toccato il picco di oltre 24,6 milioni di euro.
Come denunciato dall’Osservatorio permanente sulle armi leggere (OPAL) di Brescia, tra le armi e i materiali militari autorizzati dall’Italia ed esportati in Egitto figura nel 2010 una spedizione di 2.450 fucili d’assalto automatici modello SCP70/90 corredati di 5.050 parti di ricambio a cui sono seguiti nel 2012 altri 1.119 fucili automatici sempre del modello SCP70/90 e 2.238 caricatori e da altri 35 fucili d’assalto calibro 5,56 NATO modello ARX-160 ciascuno corredato da caricatori e baionetta e muniti di 35 lanciagranate e da silenziatori tutti prodotti ed esportati dalla Fabbrica d’Armi Pietro Beretta; nel 2011 l’autorizzazione, da parte del governo Berlusconi, per l’esportazione di 14.730 colpi completi per carri armati del calibro 105/51 TP-T IM 370 (equivalente al colpo completo cal. 105/51 TP-T M490) e nel 2012 altri 692 colpi completi calibro 40/70 PFFC IM212 con spoletta e altri 673 colpi completi 76/62 TP tutti prodotti da Simmel Difesa; sempre nel 2011 è stata autorizzata l’esportazione di 355 componenti per la centrale di tiro Skyguard per missili Sparrow/Aspide e affusti a cui sono seguiti nel 2012 altre 1.000 componenti e corsi d’addestramento per la stessa centrale di tiro  nel 2012 è stata autorizzata dal governo Monti l’esportazione di 55 veicoli blindati Lizard della Iveco; nel 2012 sono state autorizzate le esportazioni autorizzate per attrezzature del cannone navale 76/62 S/R della Oto Melara; e numerose «apparecchiature elettroniche e software militari» della Selex Elsag, ora Seles ES;
Diverse fonti egiziane e inviati di quotidiani italiani – insiste il capogruppo di Sel – hanno riportato che durante le manifestazioni del novembre del 2011 al Cairo sono stati rivenuti dei bossoli di munizioni prodotte dalla Fiocchi, e che – come documenta ancora l’Osservatorio permanente sulle armi leggere (OPAL) di Brescia – nel 2011, cioe’ nell’anno delle rivolte popolari, vi sono state esportazioni di munizioni dalla provincia di Lecco, probabilmente prodotte dalla ditta Fiocchi, per oltre 41.900 euro, che possono corrispondere ad oltre 100 mila munizioni;
Riguardo alle esportazioni della Fiocchi, l’Osservatorio OPAL fa notare una costante anomalia. Da oltre dieci anni, infatti, le effettive spedizioni di munizioni ad uso militare della Fiocchi non sono mai riportate nella Relazione della Presidenza del Consiglio: vi sono le autorizzazioni rilasciate dai Ministeri degli affari esteri e delle finanze (per i pagamenti) ma manca sempre il riscontro dell’Agenzia delle dogane e quindi da oltre dieci anni la Fiocchi sta esportando munizioni di cui l’Agenzia delle dogane non da’ alcun riscontro nelle Relazioni governative, quasi si trattasse di munizioni per armi ad uso civile o sportivo e non invece di munizioni per uso militare, che come tali sono autorizzate e che dovrebbero essere puntualmente riportate nella Relazione governativa e che questa anomalia potrebbe coprire ulteriori esportazioni di munizioni oltre quelle autorizzate.
Non e’ insomma – conclude l’on. Scotto – azzardato immaginare che anche in queste ore drammatiche armi e munizioni italiane abbiano fatto la loro “terrificante figura” nelle piazze del Cairo.
Forse qualcuno in qualche ministero e in qualche forza politica di maggioranza  in queste ore dovrebbe fare un esame di coscienza, al di la’ di dichiarazioni pubbliche di circostanza…
Lo rende noto l’ufficio stampa nazionale di Sel

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