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Con un foulard sugli occhi. Il caffè del 23 luglio

 

Ieri, per un giorno, non ho servito il caffè. Ma torno e trovo un quadro che  non mi sembra nuovo né imprevedibile. Letta paga l’appoggio offerto ad Alfano. Il PDL gli fa sudare sette camicie addirittura perché veda la luce una legge contro l’omofobia. È così che va il mondo o, se preferisci, questa è la politica,caro Letta ! Se il premier mostra  di temere la fine della sua avventura, se si arrampica sui muri lisci per dimostrare l’inoppugnabile irresponsabilità del tuo Vice, è inevitabile che il partito del Vice, si senta più forte, indispensabile e alzi il prezzo. E il partito del premier paga il sacrificio di aver votato contro coscienza con una riduzione delle proprio ambizioni, obbligato a giocare in difesa . Repubblica: “Il Pd,no al diktat sull’omofobia”. E all’interno, il retroscena vero o presunto che sia. “Patto segreto Epifani – Alfano. Questa legge va approvata subito

Stiamo parlando di una normale legge contro l’omofobia. Un provvedimento di civiltà  che consideri un aggravante il fatto che minacce, insulti e violenze contro una persona vogliano colpire a sua scelta sessuale. Non di una legge che riconosca i matrimoni omosessuali, ormai un diritto nella maggioranza degli  Stati  europei e americani, non della possibilità di offrire un tetto e una chance per il futuro a un bambino senza gentri, e neppure del diritto di non sentirsi un paria di fronte alla legge quando il compagno o la compagna della tua vita debba affrontare una malattia grave o venga a mancare! Eppure Antonio Polito sul Corriere della Sera ammonisce: “bisogna evitare con tutte le energie il rischio di un bipolarismo etico, di cristallizzare cioè la contrapposizione politica in materie che riguardano  questioni di coscienza”.

Mi asterrò per una volta dal  fare facile ironia sugli editorialisti ideologi del Corriere. Mi limiterò a osservare come il bipolarismo etico, in Italia, sia ormai una bufala, un imbroglio ideologico berlusconiano. Serviva costruire un’alternativa alla sinistra, era utile l’appoggio della curia al tempo di Bertone e Bagnasco, bisognava indossare il doppio petto del signore compunto all’uscita di un festino ad Arcore, e stendere l’oblio sulle amichette mandate a fare le deputate o le consigliere lombarde. Ed ecco che lo stesso individuo che si era fatto erigere un tempio massonico come ultima dimora, provava a fingersi papista e castigatore delle libertà sessuale.
Tutto qui, una manifestazione della ben nota attitudine camaleontica del signor B. Che impara come una spugna. Una volta vide Chavez fare una sorta di danza intorno al seggio dell’Onu dal quale aveva appena parlato “il diavolo” Bush, ne fu impressionato e ripeté la scenetta nello studio di Servizio Pubblico, intorno alla sedia del Travaglio.

Caro Polito, se il Corriere proponesse un referendum (senza trucchi nele domande) tra i soli elettori cattolici praticanti, vedresti che il bipolarismo etico, la spaccatura a metà tra tradizionalisti e cattolici adulti, non c’è neanche fra loro, che sono  una minoranza nel Paese. Quanto al gruppo parlamentare del Pdl, non scherziamo! Non so se la Roccella creda in quel che dice, so cge molti suoi colleghi non credono in quel che dice do credere. Vedi, caro Antonio (Polito), c’è più bipolarismo etico nella società francese (dove pure hanno varato la legge sui matrimoni omosessuali) che da noi, dove il secolarismo ha trionfato da tempo,  a destra ancor più che a sinistra. Non a caso Francesco (Papa) condanna la “globalizzazione dell’indifferenza, a Lampedusa e non davanti a una clinica pubblica dove si applica la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza. Il mondo cambia, le ideologie restano come un foulard legato sugli occhi

Il Corriere propone uno scoop kazako. “Alma in Italia : una cauzione e garanzie e la Shalabayeva può uscire”. Consueto rovesciamento dei ruoli. Se davvero l’ambasciatore del Kazakistan avesse turlupinato il nostro Alfano usando il suo capo di gabinetto per organizzare il blitz, dovrebbe essere quel paese a scusarsi, non il nostro a pagare una “cauzione” e a dare “garanzie”. Comunque, facciamole tornare, libere. Poi si vedrà. Ma per ora sono solo chiacchiere. Anzi sono tutte chiacchiere, quelle che si affollano intorno alla politica nostrana. In questo ha ragione Massimo Franco: “Tutti cercano di prendere tempo fino al 30 luglio”. Il giorno del giudizio, il giorno in cui, forse, la cassazione deciderà di confermare i 4 anni  con interdizione dai pubblici uffici che due Corti d’Assise e d’Appello, hanno comminato a Silvio Berlusconi. Ormai ci siamo quasi. Aspettiamo che sia Lui a diradare ancora una volta le nebbie in cui si affannano analisti e politici di complemento. Magari Letta potrebbe trovarsi libero di sfidare Renzi per la leadership del centro sinistra. Non credo, ma auguri.

Intanto il premier vuol chiedere prima ai gruppi parlamentari del Pd e poi alla Direzione di sostenere, senza se e senza ma, il suo governo. Che tuttavia non ancora ha fatto niente contro la crisi se si eccettua  la restituzione di 15 miliardi e 700 milioni di debiti  della Pubblica Amministrazione. Questa, sì, è una manovra anti ciclica, una scelta che dà un po’ di ossigeno alle imprese per perché non siano soffocate dalla recessione. Però  come ricorda in un tweet Fabrizio Barca, lo sblocco era già stato avviato dal governo Monti. Epifani, il catalogo è questo

Mi continuano ad arrivare via mail, tweet e sms critiche al nuovo corso di Rainews24. Le ultime riguardano il modo con cui starebbe seguendo le cose del nuovo pontificato. Qualcuno paragona Rainews24 a  TeleMaria. Mi scuso, ma non riesco a seguire abbastanza, mi manca una visione d’insieme e quindi non posso rispondere con cognizione di causa.  Devo dire che stimo Monica Maggioni e ho scelto io a Vania De Luca come “vaticanista”. Tuttavia posso  immaginare che il disagio di alcuni spettatori derivi dalla rigidità dei ruoli, che è tipica del giornalismo italiano, imbalsamato, corporativizzato e sindacalizzato in tante celle di (vera o presunta) specializzazione professionale. In Brasile, con il Papa, avrei mandato un cronista, magari un cronista che conosca il Brasile.  E a corredo delle parole dette dal Papa a Lampedusa, avrei voluto storie di immigrati. Per sentire l’odore dei loro sogni e il dolore delle  ferite. Per la stampa italiana,invece, il Papa dovunque vada è sempre in Vaticano. Ogni sua battuta è un pezzo di storia della chiesa, cui bisogna alludere con devozione. Ma qui casca l’asino! Si possono comprendere cambiamenti radicali, ogni volta ripercorrendo come una cia crucis il percorso da Karol a Joseph a Francesco? I più bei pezzi sul Papa polacco li faceva, per Curzi, un comunista (presumo ateo) che risponde al nome di Carlo Benedetti. Oggi racconterei il papa sociale,non chioserei  parole che tutti capiscono, e un commento, se proprio è necessario, lo farei fare a Nanni Moretti, l’unico ad aver immaginato tutto. Però cari lettori, credetemi. Voi non volete un’altra  Rainews24, vorreste un altro giornalismo. Vasto programma.

da corradinomineo.it

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