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Magistrati nel mirino di Nitto Palma. Nuova legge “salva Berlusconi”

 

di  Sandro Carli

ROMA – Nitto Palma è un vero specialista nel far comparire disegni di legge “ salva Berlusconi”. Non solo provoca e fa imbufalire  il Pd. Anche Bondi, coordinatore ore del Pdl, si sente in dovere di prendere le distanze e il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Nitto Palma strenuamente voluto dal cavaliere addirittura si indigna.

E mete il broncio perchè qualcuno del suo stesso schieramento osa pensare che lui  prepari di segni di legge pro Berlusconi. All’ordine del giorno della seduta di mercoledì della Commissione Giustizia del Senato da lui presieduta figura infatti il ddl  da lui messo a opunto che riguarda i provvedimenti disciplinari nei  confronti dei giudici ritenuti politicizzati con uno stop  ai loro processi e trasferimento d’ufficio. Immediato viene il richiamo alle sentenze Mediaset,  Ruby con le dichiarazioni di fuoco e manifestazioni contro i giudici “ politicizzati” come li  definiscono Brlusconi, i suoi avvocati a partire da Ghedini, le sue ancelle , tipo Santanché.

Il ddl, di cui è già stato nominato relatore il senatore del Pd Felice Casson, reca il titolo «Disposizioni in materia di responsabilità disciplinare dei magistrati e di trasferimento d’ufficio». E’ formato da  tre articoli e stabilisce che per i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge ci sia una sospensione di 6 mesi se i pm titolari sono sottoposti a procedimento disciplinare per esternazioni che ne pregiudichino l’imparzialità o se assumono qualsiasi altro comportamento che non li faccia apparire tali. 

Partiamo dall’articolo 1. Aggiunge due nuove fattispecie di punibilità  per i magistrati modificando una legge del 2006. Si prevede che costituisce illecito disciplinare “rendere dichiarazioni che, per il contesto sociale, politico o istituzionale in cui sono rese, rivelano l’assenza dell’indipendenza, della terzietà e dell’imparzialità richieste per il corretto esercizio delle funzioni giurisdizionali”.

I magistrati  incorreranno  in sanzioni,prosegue la proposta, anche per »ogni altro comportamento idoneo a compromettere gravemente l’indipendenza, la terzietà e l’imparzialità del magistrato, anche sotto il profilo dell’apparenza, nel contesto sociale o nell’ufficio giudiziario in cui il magistrato esercita le proprie funzioni”. Una norma contorta, scritta in una  òinmgua approssimativa che ha uno scopo ben chiaro: imbavagliare i magistrati. 

L’articolo 2 riguarda  i trasferimenti d’ufficio. Potranno avvenire anche “per qualsiasi situazione non riconducibile ad un comportamento volontario del magistrato”.  Tradotto: il magistrato non è responsabile di alcunché, ma se si è verificato qualcosa di spiacevole da parte di altri non può rimanere nella sede che occupa, amministrare giustizia nelle condizioni richieste dal prestigio dell’ordine giudiziario. Infine lo stop ai processi previsto dall’articolo 3. C’è una norma transitoria che stabilisce che “tutti i procedimenti pendenti” alla data di entrata in vigore della legge “sono rimessi al Ministro della giustizia e al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione per le proprie determinazioni in ordine all’eventuale esercizio dell’azione disciplinare e restano, conseguentemente, sospesi per il periodo di sei mesi”. 

I magistrati titolari di quei processi pendenti saranno trasferiti d’ufficio. Lo stop ai procedimenti tra l’altro provocherebbe un’accelerazione della prescrizione non essendo specificato nulla in senso contrario. Sono presenti altri disegni di legge preeentati da parlamentari del Pdl tutti tesi a intralciare il lavoro dei magistrati ea metterli in condizione, di fatto, di non operare. Il rapporto tra politica e giustizia è sempre più nel mirino della truppa antimagistrati che opera al servizio di Berlusconi. Non è un caso che venga presentato un disegno di legge sul trasferimento dei magistrati quando proprio i legali dell’ex premier avevano chiesto il trasferimento delle udienze da Milano a Brescia per” incompatibilità ambientale” I’istanza   respinta. Non è diffiicilem individuare chi è stato messo nel mirino: il pm Ilda Boccassini. Dice Ghedini che nei confronti del cavaliere ha un pregiudizio che “ dura da venti anni”. 

Nel mirino, in particolare, il Pm Ilda Boccassini che secondo, Niccolo Ghedini (dichiarazione dello scorso 14 maggio) ha «un pregiudizio che dura da 20 anni». Lo stesso Berlusconi il giorno della requisitoria di Boccassini nel processo Ruby due settimane fa, parlò di «teoremi, illazioni, forzature, falsità ispirate dal pregiudizio e dall’odio, tutto contro l’evidenza, al di là dell’immaginabile e del ridicolo. Ma tutto è consentito sotto lo scudo di una toga».

Da Dazebao.it  

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