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La casa brucia. Il caffè di lunedì 27 maggio

 

Una buona notizia, o almeno l’annuncio di una buona notizia. L’Europa starebbe per togliere la spada della procedura d’inflazione da sopra le nostre teste. Spiega La Stampa: “via libera da 12 miliardi”, se tutto andrà bene. E il Corriere:  “Piano italiano per la crescita, investimenti per lavoro e  giovani”. Allora, viva! Coraggio Letta, andiamo avanti. Da tempo sostengo come questa sia l’unica carta che governo e premier possano giocare: inserire un cuneo tra incertezze francesi e paure tedesche, strappare all’Europa un allentamento della politica del rigore che crea recessione, chiedere un piano per infrastrutture di interesse comunitario, recupero e salvaguardia del territorio, del patrimonio storico archeologico, investimenti in informatica e digitalizzazione, intervento energico sulle banche perché scendano i tassi.

Tutto il resto, la retorica delle larghe intese, la paura che il Parlamento tocchi palla su legge elettorale, corruzione, ius soli, diritti civili , tutto il resto è fuffa. Peggio autolesionismo, in quanto dà ai cittadini l’idea di colossi dai piedi d’argilla, Pd e PDL, che si abbracciano a palazzo per paura degli elettori. “Crolla l’affluenza, il picco a Roma” scrive Repubblica. Va bene, a Roma si giocava il derby! Ma sarebbe un disastro se la grande ammucchiata della politica nazionale tarpasse le ali di Ignazio Marino. Spero che non siano troppo gli elettori democratici che resteranno a casa. Ieri ho sostenuto due donne candidate sindaco a Lercara Friddi e Partanna, segno di rinnovamento in un quadro, le amministrative in Sicilia, purtroppo desolante.

Il nemico ha colpito ancora. Ancora un maschio italiano che accoltella a morte una ragazza, poi corre a casa, prende la benzina e le dà fuoco, che respira ancora. Il barbaro nemico. Come i cecchini che sparavano sulle file per il pane a Sarajevo, come il terrorista con il coltello e le mani lorde di sangue che abbiamo visto a Londra e il talebano che voleva spegnere per sempre la voce di Malala. E’ scoppiata la terza guerra mondiale. Barbarie contro civiltà. Il primo campo di battaglia è il corpo delle donne. Il secondo l’attacco ai diritti, alla diversità sessuale, ai gay. Infine l’odio per la convivenza civile e la qualità della vita nelle nostre belle città. In nome della bestia che l’uomo può essere. Sul Giornale, una bella foto di Fabiana sotto la frase più oscena: “Omicidio passionale in Calabria”! La stessa prima pagina dalla quale Marcello Veneziani polemizza con il Presidente della Camera, Laura Boldrini, e “I nuovi dittatori dei diritti civili. Omosessuali e non solo”. Un’altra volta, forse, proverò a rispondere all’ideologo della cultura di destra. Oggi non posso. L’aggettivo “passionale” per giustificare un boia, mi dà il vomito.

Corriere. Una bella intervista di Paolo Valentino ad Antonin Scalia, giudice ultra reazionario della Corte Suprema, ammazzata dal titolo in prima pagina. “L’attivismo dei magistrati è abuso di potere”, frase che ammicca all’Italia, evidentemente. Ma il giornalista aveva chiesto se fossero abuso di potere  le guerre americane, la violazione del diritto internazionale, il carcere di Guantanamo. Niente sul comportamento dei giudici. Fra l’altro questo Scalia era un amicone di Dick Cheney, vice presidente di George W Bush. Il giudice “attivista”, contro i diritti universali, semmai era lui.

Domenica mattina, in un cinema di Palermo ho discusso con Campanella, senatore del Movimento 5 Stelle e  Palazzotto, deputato di Sinistra Ecologia e LIbertà. I giornali ci hanno dedicato qualche attenzione perché tutto quello che sembra (o è) alternativo all’alleanza Pd – PDL fa notizia. Prima di noi avevano preso la parola un esponente del movimento contro il maxi radar che gli Americani costruiscono a Niscemi, un sindacalista del Cantiere Navale, uno degli organizzatori del Gay Pride, che si terrà a Palermo. Insomma abbiamo parlato di politica, apprezzato le differenze, ragionato sulle ragioni e sui limiti delle “lotte” e dei “movimenti”. Come non si fa, purtroppo, sotto l’ombrello delle larghe intese. La debolezza della politica può uccidere la politica. Attenzione, però, la casa brucia. Se Segretari, deputati e senatori, non impareremo tutti a metterci in questione, bruceremo dentro anche noi.

Da corradinomineo.it

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