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(Cir)convenzione di media incapaci: Papi era su “Scherzi a parte”

 

Ma certo! Sull’autocandidatura alla Presidenza della Convenzione per le riforme, scherzava. Era una battuta equivocata da giornali e tv, che travisano il suo pensiero. Non c’eravamo più abituati, alle sue retromarce quotidiane, ai suoi “mai detto che” proferiti il giorno dopo che l’aveva detto, con allegate sfuriate alla stampa di sinistra (praticamente tutta). Eravamo fuori allenamento, essendo stato Lui – per un po’ – fuori dai giochi. Ma ora che i giochi li comanda di nuovo, come i sondaggi e la maggioranza, eccolo riprendere le care e vecchie abitudini esternatorie: al netto del tenerissimo speciale pro-Ruby e anti-Boccassini di ieri sera, reiterate ospitate a Mattino Cinque e Quinta Colonna con intervista-monologo fissa, look variabile (scravattato da cumenda in vacanza, ingessato in doppiopetto d’ordinanza) e, appunto, smentita automatica. Che sulla Convenzione, novità stilistica, è di stampo umoristico: faceva il burlone. Era su Scherzi a parte, ma a sua “saputa”. Ora, per carità, meglio la smentita, se non divertente, divertita, di quella stizzita già praticata all’impazzata (madre della smentita feroce e on-line del non-Leader a 5 Stelle, prosecuzione di Silvio con altri mezzi, quanto a vittimismo ringhioso contro i media bugiardi). Però mi chiedo: e gli editorialisti aedi della pacificazione che, ai primi storcimenti di naso del Pd per un Papi costituente, avevano additato l’atavico vizio rosso della demonizzazione del Cavaliere? Come l’hanno presa, la notizia che era tutta una burla dello Statista del bunga bunga? Bene, scommetto. Con quella faccia fardata, Lui può smentire ciò che vuole (anni fa gli dedicai questo epitaffio in rima: “Lo trovarono stecchito / da un letale lifting leso / poi all’Ansa Lui ha smentito: / ‘Sono vivo, mi han frainteso’ ”).

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