Sei qui:  / Blog / Meno male che Giorgio c’è 2.0

Meno male che Giorgio c’è 2.0

 

I Tg di lunedì 22 aprile – Due anni fa, il primo aprile 2011, ci era capitato di titolare così la nostra analisi, lo stesso era avvenuto lo scorso 5 ottobre. Non potevamo immaginare che il medesimo slogan sarebbe stato oggi proferito dal sorriso raggiante di Berlusconi, il vero detentore del copyright nella versione “Silvio”, abbondantemente utilizzato come ritornello della campagna elettorale del 2008. Sulle reti Mediaset, ma anche su TG 1, il giorno dell’insediamento di Napolitano per il suo secondo settennato illumina un Berlusconi suadente che definisce quello del Presidente “il miglior discorso ascoltato in venti anni di attività politica”. Lasciando da parte il Presidente che si è caricato sulle spalle un compito che non voleva, con la consueta serietà e inappuntabilità, se la scorsa settimana si parlava di due vincitori – Grillo e il Pdl – ed uno sconfitto – Bersani -, la giornata odierna ci consegna un unico vincitore: un Berlusconi immarcescibile che alza i guantoni per abbandono dell’avversario ( non solo Bersani, ma l’intero Pd). Dopo tanti goals a porta vuota, anche Grillo nelle ultime ore ha perso di tono agonistico. Dopo la semi-farsa della manifestazione-non manifestazione di ieri nella Capitale, dopo l’epitaffio iettatorio sulla “morte della Repubblica” che non è piaciuto a nessuno, in giornata M5S ha riscontrato una seria sconfitta ( – 15% rispetto alle politiche) alle regionali friulane vinte al fotofinish dal centrosinistra di Debora Serracchiani, ed un autogoal con i parlamentari grillini che non applaudono il discorso del vecchio-nuovo Presidente…

CLICCA QUI PER LEGGERE L’OSSERVATORIO INTEGRALE

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE