Le vere offese al parlamento

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E’ probabile che qualcuno abbia interpretato il collettivo trabocco di sdegno per la sgraziata uscita del cantautore siciliano alla stregua di una energica , risoluta , e quindi benvenuta ,difesa del parlamento e delle sue prerogative . E ancor più abbia così considerato il licenziamento in tronco dello stesso dal governo siciliano. Probabile anche che qualcuno ,tra i parlamentari in carica , si sia sentito risarcito di un’ offesa personale e collettiva. Questi ,gli uni e soprattutto gli altri , assaporata la soddisfazione del momento , dovrebbero convenire che oggi ,al punto in cui siamo , la migliore difesa dell’istituzione parlamentare , l’unica potenzialmente utile almeno a livello di diagnosi , consista nel denunciarne il degrado . Il degrado comincia dalla qualità della selezione ,e soprattutto dalla pregiudicata legittimazione della popolazione parlamentare : in parte letteralmente estratta a sorte ,in parte selezionata sulla base di relazioni ed interessi spesso tutt’altro che istituzionali , solo in parte dignitosamente selezionata sulla base di volonterosi surrogati della scelta da parte dei cittadini. E finisce ,il degrado ,con lo smantellamento impietoso delle funzioni parlamentari ,ormai ridotte a riti privi di autonomo significato . Ovviamente ,essere parlamentari nell’epoca della legge elettorale vigente non significa automaticamente essere disposti alla pratica del mercimonio di sé ,di qualsiasi natura e in qualsiasi forma : proprio nella genericità dell’accusa ,prima ancora che nella forma della stessa , sta il limite delle parole che tanto scandalo hanno suscitato . Significa ,piuttosto , che la reputazione sociale è semmai oggi un obiettivo da perseguirsi singolarmente , e non più un’automatica attribuzione. In pratica , viene invertito l’onere della prova. Passa invece facilmente sotto silenzio , perché più subdola e meno ingenua delle offese alla condizione parlamentare , la sistematica opera di distruzione delle funzioni e delle prerogative che un parlamento deve avere all’interno di una ordinata società democratica. Se nelle parole di investitura dei neopresidenti delle camere si poteva scorgere la volontà ,pur generica e indistinta , di riabilitare il prestigio della camera di appartenenza , e quindi del parlamento , quella volontà non ha trovato conferma né nelle parole di mera e banale difesa dell’esistente usate per il cantautore in questione , nè nel primo atto pubblico dei medesimi. Consistito nella acquiescenza alla furia iconoclastica del ruolo , che è la prima cifra che emerge dalla politica parlamentare del movimento delle cinque stelle ,e dei suoi capi clandestini : e realizzata attraverso la definizione della propria retribuzione al livello degli altrui strumentali ultimatum e delle valutazioni personali e improvvisate delle proprie esigenze , anziché a quello del decoro e dell’importanza del mandato . A questo punto ,una classe parlamentare che si vuole trascinare al livello di base della funzioni nella società – in sé dignitosissime , frutto di intento antiparlamentare se applicato alla funzione di rappresentanza- , dovrebbe lasciare la solennità degli immobili si storica residenza per rifugiarsi in qualche palazzone di periferia ,magari opera della speculazione dei decenni del primo dopoguerra. La vera opera di smantellamento è però più sostanziale . La funzione di rappresentanza popolare ,preliminare alle altre e costitutiva delle stesse ,è stata consapevolmente e cinicamente recisa attraverso la cancellazione di ogni possibile canale di riconoscimento reciproco tra elettore ed eletto , in omaggio ad un conflitto gigantesco tra bassi interessi dei partiti e rispetto della sovranità popolare . E con l’effetto di eccitare una vena antiparlamentare naturalmente presente in ogni società democratica. Il principio costituzionale di autonomo svolgimento del mandato è messo brutalmente all’ indice da gran parte delle formazioni parlamentari , sfigurato dalla previsione di sanzioni espulsive per le disobbedienze ideali o di coscienza , e dalla tolleranza intollerabile per i casi non infrequenti di mobilità prezzolata. Entrambi gli atteggiamenti costituiscono gravi violazioni della volontà dei costituenti , insieme al deserto di ogni forma di vita di democrazia all’interno dei gruppi ( ormai indistinguibili dai partiti di emanazione ) che tiene in ostaggio almeno i due terzi delle camere. La funzione legislativa è ridotta , nella concezione del partito prevalente nel ventennio ,ad una sorta di catering legislativo di scadente qualità direttamente proveniente dai palazzi del governo , di cui è inibito qualsiasi approfondimento autonomo da parte delle camere. E ,sullo sfondo , si staglia la grande riforma dell’architettura costituzionale sognata dal capo di quella coalizione , impressa a ferro e a fuoco nelle teste degli italiani in campagna elettorale , che prevede la identificazione della funzione legislativa con l’attuale straordinario ricorso alla decretazione di urgenza , sulla base del mendace pretesto di quanto avverrebbe in tutte le altre democrazie A questo punto , basta un cenno sullo stato della funzione di proposizione di proposte di legge e di emendamento , nonché di controllo e indirizzo: sulla carta prerogativa di ogni parlamentare ,nella pratica ridotta sempre a rarissimamente concesse autorizzazioni da parte dei gruppi di appartenenza. Questo ,in una sintesi esasperata , il parlamento che ci consegna la seconda repubblica , al quale le parole del cantautore non possono dare alcun fastidio.