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La strana storia di Le Monde e delle foto scomparse

 

Le Monde che getta nella spazzatura uno degli archivi fotografici personali più importanti del mondo. Il suo legittimo proprietario che si dispera e accusa, l’amico Luis Sepulveda che va su tutte le furie e attacca «la stupidità di Le Monde» dalle pagine on-line di Le Monde Diplomatique. Il giornale francese che si scusa ma parte al contrattacco. Una storia paradossale, quasi kafkiana, che coinvolge anche El Paìs, e che è destinata ad avere ancora diversi strascichi.

«Nessuno sa né vuole sapere perché hanno deciso di far scomparire il lavoro di tutta la mia vita. Migliaia di foto scattate nell’arco di ventisette anni». Daniel Mordzinski non si dà pace. E non potrebbe essere altrimenti. Il cinquantatreenne fotografo argentino è stato protagonista di una vicenda dai contorni foschi che rischia di cancellare, come un surreale colpo di spugna,  la sua intera storia professionale. Colpa di Le Monde, dice lui. Il quotidiano francese si scusa ma ribatte: è stato un incidente, e la responsabilità è anche di Mordzinski. Ma cosa è successo esattamente?

Prima una premessa necessaria. Mordzinski è conosciuto da anni come il ritrattista dei grandi scrittori spagnoli e latinoamericani. Davanti al suo obiettivo sono finiti più o meno tutti i giganti della letteratura contemporanea in lingua castigliana. Manuel Vásquez Montalbán, Javier Marías, Enrique Vila-Matas, Javier Cercas, Carlos Fuentes, Eduardo Galeano, Ernesto Sabato, Gabriel García Márquez, Jorge Luis Borges, Luis Sepulveda, Mario Benedetti, Mario Vargas Llosa, Octavio Paz, Osvaldo Soriano, Roberto Bolaño. Una lista impressionante, nella quale non manca davvero nessuno: Mordzinski è stato l’occhio che li ha immortalati e, per molti di loro, il compagno di progetti fatti di intrecci di parole e immagini portati avanti nei quattro angoli del mondo.

In Italia naturalmente la sua popolarità è minore rispetto a Spagna e America Latina, ma più di qualcuno, per esempio, avrà potuto dare un’occhiata alle foto con cui ha fatto da spalla agli appunti di viaggio di Sepulveda in uno degli ultimi libri dello scrittore cileno pubblicati da noi,Ultime notizie dal Sud (Guanda, 2011). Oltretutto nel momento in cui è accaduta questa storia Mordzinski si trovava proprio in Italia per presenziare alla sua mostra su Javier Cercas ospitata a Pordenone dalla manifestazione Dedica.

Ebbene, qualche settimana fa il suo enorme patrimonio di scatti è scomparso. Lo racconta lui stesso nel suo sito ufficiale: per più di dieci anni, in virtù della “alleanza” tra El Paìs (con cui il fotografo collabora) e Le Monde, Mordinzki ha utilizzato un ufficio al settimo piano della redazione parigina del quotidiano francese, dove conservava migliaia di negativi e diapositive originali. Miguel Mora,  il corrispondente del Paìs in Francia e altro inquilino dell’ufficio, il 7 marzo l’ha trovato completamente sbaraccato. Qualcuno lo aveva ripulito senza avvisare né Mora né Mordzinski, e tutte le loro cose erano sparite. Messisi subito a cercare disperatamente, i due avrebbero presto trovato in un sotterraneo lo schedario nero in cui era archiviato tutto il materiale fotografico. Ma vuoto.

Mordzinski, che è riuscito a salvare solo le poche centinaia di foto che nel tempo ha digitalizzato per libri o esposizioni, è convinto che quanto accaduto al quotidiano francese sia più che negligenza: «è un profondo disprezzo per un lavoro che fa parte della nostra cultura contemporanea, almeno nella misura in cui i suoi protagonisti sono gli scrittori che danno mordente e dignità alla nostra lingua e al nostro mondo».

A fargli da eco, immediatamente, molti amici e intellettuali, tra cui Luis Sepùlveda (nella foto con il fotografo), che sempre sul web, dallo spazio concessogli dal mensile Le Monde Diplomatique, ha rincarato la dose contro il giornale transalpino con un duro intervento intitolato eloquentemente La stupidità di Le Monde. Distrugge 50mila fotografie preceduto da una caustica nota della redazione di LMD: «Segnaliamo che Le Monde è un quotidiano e Le Monde Diplomatique un mensile. Hanno sedi distinte, direttori diversi e linee editoriali proprie, e a volte anche opposte».

Ma perché è successo quel che è successo? La versione data dal giornale a Mora è questa: s’è manifestato un urgente bisogno di quell’ufficio, e il dipartimento di servizi giuridici, una volta constatata l’assenza di un contratto scritto per il suo utilizzo, ha dato l’ordine di sgomberarlo. Perché non hanno prima avvisato i due corrispondenti del Paìs? A quanto pareva in segreteria e in redazione nessuno aveva i loro recapiti.

Mercoledì è arrivata la risposta di Le Monde, in un comunicato congiunto emesso dalla sua direzione e da quella del Pais che affianca scuse e rivendicazioni. Prima le scuse a Mordzinski per la distruzione dei suoi documenti, «che si è verificata senza alcun avallo della direzione». Poi il contrattacco a fronte delle accuse di aver distrutto volontariamente il suo materiale mosse al quotidiano dal fotografo, che «oltre ad aver deciso di depositare i suoi archivi nella sede del giornale senza avvertire nessuno a Le Monde ha scaricato sul giornale tutta la responsabilità dell’incidente, mettendo in marcia una campagna di denigrazione sistematica soprattutto nei social network». La nota prosegue ricordando che «non è mai esistito un accordo contrattuale tra Le Monde ed El Paìs che contemplasse la possibilità che Mordzinski conservasse i suoi archivi nei locali di Le Monde». In ogni caso, si spiega, la direzione del quotidiano francese ha già ricevuto una volta Mordzinski per scusarsi e cercare di rimediare, e gli proporrà un nuovo incontro nei prossimi giorni.

@giovdoz

da Europa Quotidiano

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