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Il dovere di cooperare

 

Rivoluzione Civile aderisce all’appello della società civile per rilanciare la cooperazione internazionale dell’Italia

Flavio Lotti, candidato alle prossime elezioni politiche, ha partecipato questa mattina al seminario “La cooperazione internazionale allo sviluppo: tessuto connettivo della comunità globale” organizzato da numerose organizzazioni della società civile e ha presentato gli impegni di Rivoluzione Civile per una nuova politica di solidarietà e cooperazione internazionale.

Questo il suo intervento al seminario:

“L’Italia che vuole uscire dalla crisi deve investire sulla solidarietà e la cooperazione a tutti i livelli. Dentro e fuori i confini nazionali.

L’Italia deve darsi una nuova politica di solidarietà e cooperazione internazionale. Una politica che deve essere espressione di un nuovo modo di pensare le relazioni internazionali, tra gli stati e tra i popoli, di rapportarci con gli altri, di gestire i grandi problemi comuni aperti, di contribuire alla loro soluzione, di prevenire nuovi conflitti.

Servono una nuova visione, una nuova agenda politica, nuove norme e una nuova modalità organizzativa.
L’Italia dispone di un vasto tessuto di attori (Ong, organizzazioni della società civile, volontariato, terzo settore, no-profit, Regioni, Enti Locali e loro reti, Università,..) protagonisti di percorsi e processi di cooperazione internazionale, di pace, di solidarietà che, se realmente valorizzati, possono consentire all’Italia di re-inserirsi pienamente nella comunità internazionale che coopera.

La prima cosa che vogliamo fare è aprire le porte del Parlamento, del governo e del Ministero degli Esteri alla società civile responsabile e agli enti locali impegnati per la pace e i diritti umani.

Dobbiamo abbattere tutti gli ostacoli e la burocrazia che impediscono ai gruppi e alle organizzazioni della società civile responsabile di agire con continuità ed efficacia.

Ci impegniamo a creare una sede permanente in cui ci sia ascolto, dialogo e collaborazione sulle quattro grandi questioni del nostro tempo: lotta alla povertà, prevenzione e risoluzione dei conflitti, diritti umani e democrazia internazionale.

L’Italia deve promuovere una cooperazione partecipata e diffusa che, contrastando la frammentazione, moltiplichi e razionalizzi le risorse umane, sociali, istituzionali ed economiche impegnate nella promozione della solidarietà e della cooperazione internazionale.

Un ruolo decisivo spetta al servizio pubblico radiotelevisivo, la RAI, che deve essere investito di tutte le sue responsabilità e deve mettere in atto tutte le iniziative necessarie per assicurare una maggiore e più qualificata informazione dal mondo e sul mondo.

L’educazione alla cittadinanza globale deve finalmente diventare parte integrante dei programmi scolastici di ogni ordine e grado, come raccomandato dal Parlamento e dal Consiglio Europeo e sperimentato da molte scuole, e deve essere sostenuta da appositi percorsi centrati sul protagonismo dei giovani e da programmi di formazione degli insegnanti.

La crescita della consapevolezza e della responsabilizzazione deve essere accompagnata dall’impegno fattivo ad “agire come sistema paese” ovvero a pensare, progettare e organizzare il Sistema-Italia della cooperazione internazionale. Serve un salto di qualità nei processi e nelle forme di consultazione, programmazione e coordinamento dei diversi protagonisti della cooperazione internazionale che faccia tesoro degli strumenti, delle esperienze e dei tentativi sin qui realizzati.

Il Sistema Italia della cooperazione internazionale deve essere attivato sia all’interno che all’esterno dei nostri confini. La rete delle strutture diplomatiche e della cooperazione dell’Italia deve diventare la rete internazionale del “Sistema Italia”, punto di appoggio, coordinamento e valorizzazione di tutti i diversi protagonisti della cooperazione italiana.

In questo contesto l’Italia deve promuovere la “cooperazione comunitaria” ovvero la costruzione di partenariati permanenti tra diverse comunità basati sul protagonismo, da entrambe le parti, di molteplici attori locali (enti locali, associazioni, giovani, scuole, università, privati, imprese,…), sull’ascolto, sul dialogo, sul confronto continuo e sulla condivisione di esperienze, modelli, obiettivi e strumenti.

La cooperazione partecipata e comunitaria è fondata sui principi di autonomia e pluralità e non potrà essere governata o subordinata ad un approccio centralistico. E’ necessaria la costruzione di una cabina di regia autorevole e trasparente e di un sistema strutturato di relazioni che consenta di superare la frammentazione, mettere a sistema e valorizzare la pluralità organizzativa dei soggetti coinvolti e delle forme di coordinamento già esistenti.

L’Italia deve inoltre riconoscere, valorizzare e potenziare la Diplomazia delle città per la pace e i diritti umani, altra eccellenza italiana avviata negli anni ’50 dal Sindaco di Firenze Giorgio La Pira, con il suo ricco patrimonio di esperienze concrete, unico al mondo, dall’impegno per il disarmo all’intervento nei luoghi di conflitto, dai Balcani al Medio Oriente.

Con questo spirito ribadiamo che è interesse e dovere dell’Italia aumentare in modo significativo le risorse economiche dedicate alla solidarietà e alla cooperazione internazionale e dotarsi di una nuova legge nazionale. Anche per questo dobbiamo tagliare le spese militari, smettere di fare la guerra, passare dalla sicurezza armata alla sicurezza umana”.

*candidato di Rivoluzione Civile alle elezioni politiche 2013

www.flaviolotti.it

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