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Spariamo… sia meglio di quello passato

 

di Nadia Redoglia
Ben trovati amici cari sperando vivamente che siate, almeno voi, ancora tutti interi!
I morti per mine antiuomo (ma quale arte pirotecnica!) di questo capodanno sono stati “solo” due, ma quelli che hanno perso le dita, qualche occhio e frammenti di carne sono centinaia.
Pare accresciuto anche il fenomeno delle bombe (ma quali petardi!) inesplose, raccolte dai nostri bambini alla ricerca d’oggetti “strani” per creare nuovi giochi (è giustamente loro natura!) con il risultato, però, d’avere i loro piccoli corpi crivellati di schegge.

Ma non solo. L’organizzazione “pirotecnica” di fine anno aveva già avuto grandi e piccole vittime in tutto il mese di dicembre. Appartenevano al lucroso business da crisi pecuniaria, ovvero la planetaria organizzazione contrabbandiera dei “botti” che, come quella straconosciuta d’armi illegali, è diventata fonte miliardaria: per molto meno del prezzo ufficiale si possono così smerciare tonnellate d’armi improprie. A tal fine, per smerciarle meglio, si sono impiegati i bambini: non condannabili e quand’anche s’individuassero i loro genitori, il dimostrarne la responsabilità quanto a “vigilando e/o educando” è, in pratica, inesistente.

Se stiamo messi così in nazione di pace, in democrazia che ripudia la guerra, in stato di diritto, possiamo ben immaginare quanti capodanni avranno ancora da passare prima d’essere capaci di condannare (veramente) l’orrore subito dai bambini che nascono e crescono, anche se non tutti interi, nei teatri di guerra, mica nelle sale regia come hanno la “fortuna” di nascere e crescere i nostri.

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