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Follia padana

 

Una ferocia incontrollata e straordinariamente perniciosa racchiusa in un
concentrato di violenza intellettuale e sociale. La notizia di un gesto
che va al di là di ogni inimmaginabile errore umano e diviene oltraggio di
un simbolo, di un uomo coraggioso che ha condotto la sua vita mosso da un
sentimento di dovere sociale che gli è costato la vita, parliamo di
Peppino Impastato. Siamo a Ponteranica, provincia di  Bergamo,  paesotto
brianzolo in mano ad una giunta leghista. La biblioteca comunale è proprio
intitolata all’eroe antimafia Peppino Impastato, eppure per seguire una
linea alogica e, apparentemente,  del tutto settaria al buon senso, perché
di quello stiamo parlando, quella giunta vuole togliere il nome di
Impastato dalla biblioteca. Apparentemente senza un perché.

Probabilmente per inserirvi un nome congeniale all’esperienza leghista del recente
passato. La Lega ci ha abituato a qualsiasi acrobazia che desse forma e
concretizzasse un’idiozia in nome della ‘’sacra’’ padania; si spazia dalla
presenza di alcuni membri dello stato maggiore leghista, tra cui
Calderoli,  convocato a Tradate,  paesino della zona varesina, per
inaugurare tra sorrisi compiaciuti e qualche bottiglia di spumante ‘’via
della Padania’’ gesto alquanto simbolico, o forse solo simbolico,
sufficiente però ad infervorare gli animi dei presenti. Oppure quando
pochissimi giorni fa, dopo il primo terremoto in Emilia che si era portato
via la vita di cinque persone  e distrutto una parte dello suo
straordinario patrimonio artistico , il sindaco di Roveto Stefano Venturi
scrisse un pensiero su facebook, dal contenuto fortemente insano:
‘’Terremoto nel nord italia.. ci scusiamo per i disagi ma la Padania si
sta staccando (la prossima volta faremo più piano)’’.

La follia e la totale perdita di senno sono i  comuni denominatori che uniscono questi
episodi a dir poco allucinanti. Ma il senatore del Pd membro della
commissione nazionale antimafia, Giuseppe Lumia solleva la questione in
Parlamento affermando: “È davvero irrispettoso e scellerato il reiterato
tentativo della giunta comunale leghista di Ponteranica (Bergamo) di voler
rimuovere il nome di Peppino Impastato dalla biblioteca comunale a lui
intitolata. Peppino è un riferimento valoriale e culturale per le nuove
generazioni che i giovani devono conoscere, perché ha combattuto la mafia
e la cultura mafiosa con l’informazione, la denuncia, l’impegno politico e
la crescita culturale della propria comunità. L’amministrazione comunale
prenda esempio dalla testimonianza di Peppino Impastato e impieghi il
proprio tempo e le proprie energie in modo opportuno, al servizio della
legalità e dello sviluppo del territorio”.

Proprio in nome dei giovani non bisognerebbe neppure dare adito a
tentativi meschini e deplorevoli come questo, che appaiono insignificanti
nell’immaginario collettivo, ma che proprio nelle piccole cose trovano
risolute le idee che le hanno mosse, i sacrifici e gli impegni di chi non
ha voluto nascondersi dietro gli slogan ed i luoghi comuni e non si è
chiuso nella ritrosia morale, bensì ha avuto la forza di denunciare a
tutto tondo la realtà effettiva di terre complicate e martoriate dalle
lupare, dalle coppole e dalla lotta per il potere. Come Peppino Impastato,
che con la sua ‘’Radio Aut’’ ha mostrato a tutti cosa significa essere
contro, di troppo,  ma  conscio di ciò che gli si era prospettato ha
lottato contro la desolazione e la solitudine, prima ancora che con la
difficile realtà siciliana. Morendo in nome Stato. Ma a qualcuno può
essere sembrato insignificante.

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